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Persona e famiglia > Sport

Juve-Roma, l’arbitro Rocchi nella bufera

di Mario Agostino

- Fonte: Città Nuova


L'esito della partita clou della sesta giornata di campionato di Serie A finisce in Parlamento: un finale paradossale, per un match caratterizzato da sviste, tensioni ed errori. L'appello di Tavecchio: basta polemiche, ora serve la moviola in campo

Nainggolan

“Il pallone è una gran bella cosa ragazzi, ma ricordatevi che è gonfio d’aria”, soleva dire mister Giovanni Trapattoni, un “vecchio saggio” del calcio nostrano, dopo decenni di calcio respirato quotidianamente tra zolle d’erba di tutto il mondo, conferenze stampa e spalti polverosi. Ora, che il popolo italiano sia capace di ingoiare qualsiasi furberia o ingiustizia collettiva, scandalo o mistero che ne mini alle basi la credibilità nazionale, ma sia pronto a scendere in piazza e a mobilitare il Parlamento per una partita di calcio, è cosa nota: non occorreva attendere la sesta giornata del campionato di Serie A, passata agli archivi per gli stucchevoli epiloghi seguiti a Juventus-Roma, attesissimo match che opponeva le due regine della classifica a punteggio pieno con 15 punti, già storicamente rivali. Lo stesso Winston Churchill, più di mezzo secolo fa, profetizzò al mondo come “gli italiani perdano le partite di calcio come fossero guerre e le guerre come fossero partite di calcio”.

La partita
Entriamo nel merito di quello che è stato ironicamente ribattezzato dagli inviperiti tifosi romanisti “il Rocchi horror picture show”, imputando all’arbitro imperdonabili errori che avrebbero “falsato l’incontro”. La partita era iniziata deliziando gli amanti del calcio: ritmi, giocate, sagacia tattica, agonismo. Poi, sugli sviluppi di un calcio di punizione dal limite alla mezz’ora, il direttore di gara ha accordato alla Juve un calcio di rigore per fallo di mano in barriera di Maicon: la moviola consente di notare però come il terzino brasiliano protegga il viso (non punibile) ed il tocco avvenga fuori area (non rigore dunque, bensì punizione dal limite dell’area). Errore per una questione di centimetri, difficilissima da notare ad occhio umano in velocità: Tevez trasforma per il vantaggio bianconero. Dopo pochi minuti Totti e Liechsteiner si strattonano in area juventina: Rocchi vede solo la parte finale dell’azione, quando il terzino juventino travolge il capitano romanista, e concede un rigore dubbio che lo stesso “Pupone” realizza ottenendo il pareggio giallorosso.

A questo punto la Roma sembra soffrire il palleggio della Juventus, ma conta sulla impressionante velocità di Gervinho e di Iturbe in fase offensiva, sull’asse della quale trova un meraviglioso 2-1. Prima dell’intervallo però Rocchi concede alla Juventus un altro rigore per l’intervento irregolare di Pjanic su Pogba: il fallo c’è ma, forse per neanche un centimetro, è fuori dell'area di rigore. Il 2-2 trasformato dagli undici metri ancora da Tevez scatena le polemiche di chi può beneficiare di una miriade di replay dalla poltrona di casa o sui maxischermi: anche in questo caso non ci vuole molto a capire come in campo sia impossibile determinare esattamente ad un occhio umano la posizione del corpo lanciato in velocità.

Nella ripresa le squadre non lesinano energie ed i capovolgimenti di fronte sono frequenti: ne beneficia lo spettacolo del calcio, mortificato però dal finale di gara quando, in seguito al gran gol-partita al volo dal limite dell’area del centrale juventino Bonucci, giunto allo scadere, si scatena un indegno parapiglia. Il gol è da annullare in quanto viziato dalla netta posizione di fuorigioco di Vidal, ma questo non giustifica il “corpo a corpo” tra Morata e Manolas, poi espulsi (come già nel primo tempo per proteste era toccato all’allenatore romanista Garcia).

Le polemiche del giorno dopo
“Questa partita fa veramente del male al calcio Italiano”, twitta il tecnico giallorosso Garcia, dopo che a fine partita Totti aveva parlato addirittura di “impossibilità di vincere perché la Juventus è sempre aiutata”. Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha invitato tutti ad "abbassare i toni", e annunciato l’intenzione di "farsi promotore di una richiesta alla Fifa per accelerare l’introduzione della tecnologia in campo per i casi dubbi sul posizionamento dei falli al limite dell’area di rigore".

Al di là di un vespaio di polemiche al limite del ridicolo, capace paradossalmente di spingere persino i parlamentari Miccoli (PD) e Rampelli (Fratelli d’Italia), a presentare un’interrogazione al governo, rispettivamente per danno economico a società quotata in borsa e per minacce all’ordine pubblico, non possiamo che fare nostro l’appello del presidente Tavecchio: basta polemiche inutili. Esiste una soluzione chiamata moviola in campo, che permette alla tecnologia di sopperire all’umano ed inevitabile errore. Quasi tutti gli sport la adottano ormai: resta da capire per quale mistero comico, nel 2014, il principale sport italiano, seguito da oltre 28 milioni di persone, debba ancora farne a meno.

Riproduzione riservata ©

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