Ha preso il via venerdì scorso l’edizione numero 109 del Giro d’Italia, che, per il secondo anno consecutivo è partito dall’estero, questa volta dalla Bulgaria per le prime tre tappe, prima di approdare, domani, in Italia e ripartire da Catanzaro con la quarta di 21 tappe che prenderanno fine nella città eterna.
Quest’anno, la Corsa rosa non sarà una corsa come le altre perché, per la prima volta dopo anni, l’edizione 2026 si annuncia aperta, imprevedibile e quasi contendibile. Il motivo? La pesante assenza del ciclista che sa solo vincere: Tadej Pogačar. Il dominatore del Giro d’Italia 2024, ha infatti deciso di concentrarsi sul Tour de France, dove tenterà di centrare il quinto trionfo, il terzo consecutivo. Non per questo, però, mancano delle stelle da tenere sotto controllo. Senza il rivale sloveno, è sicuramente Jonas Vingegaard il grande favorito. Il danese, già due volte vincitore del Tour de France e una della Vuelta a España, corre per la prima volta alla Corsa rosa con un solo obiettivo: la “tripla corona” come lo stesso ha dichiarato: «Ho scelto di fare il Giro perché è una delle corse più prestigiose del mondo e perché non l’ho mai fatto prima (…) Ovviamente punterò alla Maglia Rosa. Pensare di poter vincere tutti e tre i Grandi Giri è una grande motivazione».
Se Jonas è il grande favorito, però, dietro di lui non c’è certamente il vuoto perché la gara è ancora aperta e, in tanti, proveranno ad insediarlo. Tra questi, anche l’azzurro Giulio Pellizzari pronto a vivere il Giro da protagonista. Il 22enne marchigiano, infatti, per la prima volta in carriera ricoprirà il ruolo di co-leader per il Team Red Bull Bora Hansgrohe insieme a Jai Hindley, già vincitore del Giro nel 2022, che proverà anche lui a impensierire Vingegaard. Fresco del trionfo al Tour of the Alps, Pellizzari – sesto al Giro d’Italia 2025 – è consapevole del fatto che «Jonas è l’uomo da battere (…) Da parte nostra cercheremo di controllarlo il più possibile e di restare vicini a lui nelle fasi decisive».
Tra i ciclisti con speranze di vittoria anche il colombiano Egan Bernal, vincitore del Giro nel 2021, che ha ritrovato la forma dopo un incidente quasi fatale in allenamento. Vorrà far valere la sua esperienza, poi, anche l’ecuadoriano Richard Carapaz della EF Education-EasyPost, che ha trionfato nel 2019.
E, oltre alla maglia rosa, la gara è aperta per tutte le tappe, con tanti azzurri che cercheranno di puntare sulle vittorie di tappa. Tra i velocisti, Jonathan Milan è il grande favorito della maglia ciclamino. Punta alla cronometro, invece, Filippo Ganna mentre cercherà di spiccare nelle tappe in salita il corridore della Lidl-Trek Giulio Ciccone.
Le tappe bulgare
E, intanto, approfittiamo del giorno di riposo per vedere insieme come sono andate le prime tre tappe sulla terra bulgara.
La prima tappa, quasi a sorpresa, ha visto trionfare Paul Magnier lungo la Nessebar-Burgas, su un tracciato totale di 147 km di lunghezza e un dislivello di appena 500 m che non ha risparmiato, però, delle sorprese con una maxi-caduta nel tratto finale. Il francese, che si è imposto in volata nella prima delle tre frazioni bulgare, davanti a Tobias Lund Andresen, Ethan Vernon e Jonathan Milan è, quindi, la prima maglia rosa del Giro d’Italia 2026 e commenta così il suo risultato: «Vincere una corsa in bicicletta è fantastico, farlo così al Giro d’Italia lo è ancora di più. Devo ancora realizzare. Mi trovo bene con questa maglia, sarà speciale indossarla domani in corsa e festeggiare stasera con la squadra.».
La seconda tappa del Giro d’Italia 2026 di 221 km e 2.600 metri di dislivello, è stata segnata, dopo la fuga iniziale di Diego Pablo Sevilla e Mirco Maestri, da una maxi-caduta che coinvolge oltre 30 ciclisti, tra cui Yates, Gee-West, Vine e Soler (gli ultimi due ritirati). Ma, quella che diventa una disavventura per alcuni, si conclude come una favola per il corridore della XDS Astana Team vive un sogno: Guillermo Thomas Silva, il primo uruguaiano nella storia del Giro d’Italia, scrive altre due pagine di storia prendendosi la vittoria di tappa e pure la maglia rosa, strappata a Paul Magnier.
Il francese, però, non ci sta e, nella terza tappa del Giro, la Plovdiv-Sofia, si fa rivedere e vince con una prestazione di 4h09’42”. Magnier supera in volata per una trentina di centimetri Jonathan Milan che lancia uno sprint di pura potenza ai 300 metri, forse anticipando un po’ troppo, e il francese bissa così il trionfo della prima tappa. Trionfo che non gli vale, però, la maglia rosa, rimasta all’uruguaiano Guillermo Silva grazie un vantaggio di quattro secondi che lo farà partire domani, da Catanzaro, da leader della corsa.
E per il momento, ad ancora tre tappe dall’inizio, ecco una sorpresa dopo l’altra per un Giro che non delude le aspettative della vigilia e si annuncia già unico.
