«Ci sentiamo un po’ tutti suoi figli»: è così che Francesca Tonet, trentasettenne trevigiana, descrive il rapporto suo e di altri atleti e atlete con Alex Zanardi, pilota automobilistico e paraciclista recentemente scomparso. Su impulso di Zanardi è infatti nato Obiettivo3, progetto che sostiene gli atleti con disabilità fornendo gratuitamente, con la formula del comodato d’uso, attrezzature e abbigliamento sportivo: dalle handbike, a particolari tipologie di biciclette, di sci o di sedie a rotelle, tutto questo consente di praticare sport come ciclismo, sci, nuoto, canoa, atletica, tiro con l’arco, tennis ed altro ancora a persone a cui una malattia o un incidente l’avrebbero altrimenti impedito.

Francesca Tonet in bicicletta (foto famiglia Tonet)
Tra questi c’è appunto Francesca, a cui tredici anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla: una malattia autoimmune del sistema nervoso centrale con sintomi variabili da persona a persona, ma che includono spesso difficoltà di movimento e di coordinazione, con conseguenti limitazioni nel praticare attività sportiva.
Quattro anni fa Francesca ha però letto la storia di una donna che, pur con una diagnosi di sclerosi multipla, aveva completato un iron man (una delle gare più “estreme” al mondo, che comprende 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta, e una maratona finale di 42,195 km): «Mi sono detta: wow, ma come ha fatto? E mi è nata la curiosità di provare anch’io – ricorda Francesca –. Così l’ho contattata, e lei mi ha risposto subito; invitandomi a conoscere Obiettivo3, e ad intraprendere un percorso con loro».
Il percorso proposto è infatti articolato, così da andare incontro alle esigenze di ciascuno; e comprende una fase di reclutamento anche presso ospedali, centri medici e sportivi, una di consulenza e indirizzamento, prove e test pratici, fino al monitoraggio dei progressi compiuti.
E così, racconta Francesca, «mi sono innamorata non tanto del ciclismo, sport su cui è caduta la mia scelta e che rimane la mia grande passione; quanto soprattutto della squadra, della dedizione, del lavoro di cura. Insomma, non ci siamo più lasciati».
Sono oggi circa 150 gli atleti in tutta Italia che fanno parte di Obiettivo3; e che si dedicano non solo ai propri sport, ma anche ad iniziative con respiro più largo. «Ad esempio, ogni anno organizziamo un campus nazionale di tre giorni – prosegue Francesca – in cui oltre alla pratica sportiva ci si dedica alla formazione su temi come la nutrizione e il mental coaching. Nonché a momenti di svago: siamo persone abituate anche a ridere, non solo a piangere, delle proprie difficoltà fisiche».
Francesca ha partecipato al funerale di Alex Zanardi a Padova, che, «per quanto possa sembrare assurdo dirlo, è stato proprio bello. Molto emozionante. Purtroppo non ho mai incontrato Alex di persona, ma mi è comunque stato vicino e mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. Alex aveva una grande fede: e, da persona che conosce il Movimento dei Focolari, mi ha molto colpita il fatto che una volta abbia pronunciato la stessa frase che tante volte ha detto Chiara Lubich, “Dio è amore”».
Ora, conclude Francesca, «sappiamo che lui ci supporta ancora. Ci sentiamo un po’ tutti suoi figli, e ci impegniamo a portare avanti quello che lui ha intrapreso e ci ha insegnato».
Va segnalato che la responsabile di Obiettivo3 e cognata di Alex Zanardi, Barbara Manni, ha recentemente annunciato, in un’intervista al Corriere della Sera, l’avvio di un progetto per aprire una scuola di formazione per atleti paralimpici a partire dal prossimo autunno; mentre l’impegno più immediato è la nuova edizione di “Staffetta tricolore”, una staffetta paralimpica che coinvolge atleti di diverse specialità.
