Mi ha sempre interessato tutto ciò che ruota intorno all’economia perciò oggi vi porto con me a compiere un viaggio nel cuore pulsante dell’economia italiana, nella prestigiosa Banca d’ Italia – ora Bankitalia – con l’aiuto di una speciale guida, Mauro Fagioli, che vi ha lavorato dal 1975 fino al 2009 per 37 anni.
La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana. È un istituto di diritto pubblico fondato nel 1893 con sede principale a Roma, nel palazzo Kock, e fa parte dell’eurosistema insieme alla banca centrale europea (BCE). Ha un governatore – quello attualmente in carica, dal 2023, è Fabio Panetta – che ha il compito di rappresentare l’istituto bancario, di presiedere l’assemblea e d’informare il governo italiano in materia di finanza estera o interna. Dispone delle nomine e delle assegnazioni del personale.
Mauro, oggi alla soglia dei 78 anni, vive a Roma e si gode pensione e nipoti.
Alto, magro, cordiale, ottimista, pronto alla battuta, esperto giocatore di tennis e tifoso della Roma, fu assunto all’ufficio italiano dei cambi, una succursale della Banca d’Italia, per poi entrarne a farne parte tramite un concorso pubblico. In seguito ha prestato la sua opera nell’ufficio ispettorato, che era preposto a scoprire e a sanzionare coloro i quali, società o privati, esportavano capitali economici all’estero, principalmente in Svizzera. Grazie al suo carattere aperto e socievole, si è integrato con i colleghi in modo positivo svolgendo pure l’ attività di sindacalista in un piccolo sindacato autonomo. Chiedo a Mauro se posso rivolgergli qualche domanda e accetta.
Cos’è l’economia?
L’economia rappresenta il modo in cui la società organizza il lavoro, i mercati e il denaro per soddisfare i bisogni della società. Le banche svolgono un ruolo essenziale nell’economia, raccolgono i risparmi dei cittadini trasformandoli in finanziamenti; è grazie a questo che è possibile una crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro. Chiaro che le banche devono avere regole per garantire la stabilità del sistema finanziario. Ed è qui che entra in gioco Bankitalia, che vigila sugli istituti di credito italiani, controllando la loro solidità e il rispetto delle norme in grado di tutelare i risparmiatori.
Che funzioni ha la Banca d’Italia?
Ne ha molteplici. Una riguarda la politica monetaria, per definire le decisioni riguardanti l’euro e per applicarle in Italia. Poi la vigilanza bancaria, per controllare le banche e gli intermediari finanziari in modo da garantire stabilità e trasparenza. Un’altra funzione riguarda la tutela del risparmio per proteggere i consumatori e gestire l’arbitro bancario e finanziario (ABF), un organismo indipendente ed imparziale, per risolvere in modo rapido ed economico le controversie e le liti tra i clienti e le banche senza dover andare in tribunale. Infine la funzione di analisi e ricerca attraverso lo studio dei dati economici e la pubblicazione di rapporti periodici.
Che scopo ha la banca d’Italia?
Ha lo scopo di mantenere la stabilità dei prezzi, la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario in attuazione del principio della tutela del risparmio sancito dall’articolo 47 della Costituzione.
Cosa rappresenta l’economia per la banca d’Italia?
L’economia è il suo campo d’azione fondamentale il cui sviluppo si persegue garantendo la stabilità monetaria e finanziaria, il controllo dell’inflazione e la difesa del valore della moneta, la sicurezza e l’efficienza delle banche e dei mercati, lo sviluppo economico che garantisce una crescita equa e duratura del Paese.
Nel tuo lavoro come hai gestito i clienti?
La Banca d’Italia non ha clienti, ma sviluppa il suo controllo sulle banche e sugli investitori finanziari e rende pubblico il suo lavoro e il suo pensiero riguardante l’economia con la relazione di fine maggio del governatore: sono le cosiddette “considerazioni del governatore”
Come hai gestito il tuo lavoro?
Penso di aver avuto un giusto attaccamento al mio lavoro e ho sempre evitato di farmi coinvolgere più di tanto in decisioni che non mi competevano in quanto esulavano dai compiti a me assegnati. In questo ambiente c’è una ben delineata classificazione delle mansioni. Ho concluso la mia attività operativa presso l’ufficio elaborazioni statistiche con l’ incarico, dello studio relativo alla famosa bilancia dei pagamenti. È un documento contabile che registra tutti gli scambi economici tra i residenti di un Paese e il resto del mondo in un dato periodo.
Il lavoro ha condizionato la tua vita familiare?
Non ho mai portato problematiche di lavoro all’interno della famiglia: il lavoro è una cosa, la famiglia un’altra. Sposato con due figli, io e mia moglie abbiamo costruito un ambiente positivo per i nostri ragazzi. Sono entrambi laureati e lavorano nel campo del credito presso due istituti bancari.
Hai mai pensato alla possibilità di “far carriera”?
Si è presentata la possibilità di far carriera tramite concorsi interni, ma non l’ho presa neppure in considerazione. Mi interessava rimanere legato e vicino alla mia famiglia.
Cosa significa lavorare in Bankitalia?
Rappresenta sicuramente un’occasione di crescita professionale per le opportunità che offre insieme alla stabilità economica. È stato per me gratificante vivere questa esperienza lavorativa.
Tu sei un accanito lettore e, in questi ultimi due anni, hai scoperto Città Nuova, un mensile, a tiratura nazionale, che si occupa di economia e di tanti argomenti.
Sì, questa rivista m’interessa per la sua obiettività e competenza e perché offre molteplici spunti di riflessione. Ad esempio, in un mondo che esalta il profitto come unico valore, parla di un’economia a misura d’uomo e promuove l’economia civile e l’economia di comunione.
Ringrazio la nostra guida perché dopo questo viaggio all’interno di Bankitalia, ho appreso tante realtà a me sconosciute. Ho compreso che anche nel cuore del sistema finanziario più avanzato, il cambiamento nasce dalle relazioni.
