«Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di successore di Pietro – ha detto papa Leone in principio di omelia – era proprio la giornata della supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa». E la venuta del Santo Padre a Pompei è stata accompagnata da un’immensa folla giubilante che ha affollato tutte le vie e le antiche prossimità archeologiche di Pompei sin dalle prime ore dell’alba.
Quella di papa Leone a Pompei è stata una visita pastorale indirettamente preannuncia dal pontefice stesso l’8 maggio dello scorso anno allorché appena asceso al soglio di Pietro aveva detto: «Questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio». Ebbene oggi mediante papa Leone la parola del buon pastore è stata annunciata al gregge dei fedeli riuniti a Pompei in piazza Bartolo Longo per la supplica alla Madonna: «Il Vangelo dell’ Annunciazione – ha detto il Papa nell’omelia – ci introduce al momento in cui il Verbo di Dio si fa carne nel grembo e l’Ave Maria è un invito alla gioia».
Ma la gioia di riunirsi e ritrovarsi in tanti nella fede non fa dimenticare le «macerie della nostra umanità provata dal peccato e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre». È proprio allora, aggiunge il pontefice che «l’annuncio divino dice a Maria e tramite lei a tutti noi, che scende la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesù un volto umano e Maria diventa così Madre della misericordia». «La nostra madre Maria – aveva inoltre detto Leone XIV un anno fa – vuole sempre camminare con noi, vicino, aiutarci con la sua intercessione, il suo amore».

L’arrivo papa Leone a Pompei l’8 maggio 2026 (foto Michele Zasa)
Ebbene quel cammino intrapreso un anno fa da papa Leone, lo ha portato oggi a Pompei dove egli ha ricordato proprio come «Maria e gli Apostoli facessero a gara nel ricordare i diversi momenti della vita di Gesù dando vita al cammino contemplativo della Chiesa, di cui, a somiglianza dell’anno liturgico, il rosario offre la sintesi nella meditazione quotidiana dei santi misteri». Il messaggio più forte Leone XIV lo ha destinato alla «pace che è messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi, al rispetto della vita umana».
Ne scaturiscono «le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo e che chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore», ha ribadito il papa. Ecco dunque che «come aveva fatto Giovanni Paolo II che nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace, in diverse occasioni anche recenti, sia papa Francesco che io – ha detto Leone XIV – abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione».
La supplica alle ore 12 sale alta e forte alla Vergine di Pompei: «Non possiamo – dice il Santo Padre – rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono. Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra supplica affinché venga dal Dio della pace un’ effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo».
«Nessuna potenza terrena salverà il mondo – conclude Papa Leone XIV – ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato».
Qui il link al discorso completo di papa Leone
