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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Dopo 50 anni, l’Italia del tennis vince gli Internazionali di Roma

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Il cielo è più azzurro che mai sulla capitale perché i nostri azzurri del doppio e del singolo maschile trionfano. Arrivano prima Simone Bolelli e Andrea Vavassori, poi Jannik Sinner completa il dominio azzurro sulla Caput mundi della racchetta

Jannik Sinner posa con il trofeo dopo aver vinto la finale maschile contro il norvegese Casper Ruud agli Internazionali d’Italia di tennis a Roma, il 17 maggio 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Andiamo in ordine e partiamo dal doppio maschile perché, se ormai siamo abituati ai trionfi dell’altoatesino numero 1 al mondo, non possiamo che apprezzare ancora di più questi ultimi se sono in buona compagnia. E, questa volta, il trionfo di Sinner è stato in ottima compagnia perché preceduto da quello più atteso e più storico del magico doppio maschile formato da Simone Bolelli e Andrea Vavassori.

La coppia Bolelli-Vavassori fa la storia: mai a Roma aveva trionfato una coppia tutta italiana nel doppio maschile, nemmeno i mitici Pietrangeli e Sirola ci erano mai riusciti. Certo, ci erano andati spesso vicino con ben 7 finali giocate di cui sei perse nel 1955, 1956, 1957, 1959 e 1961 e una, nel 1960, sospesa e mai terminata contro la coppia Emerson-Fraser. Nel 1963, ultimo anno con una coppia azzurra in finale, Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola si arresero per 6-3 6-3 6-1 a Hewitt/Stolle. Una vera “mission impossible”, quindi, quella del doppio maschile a Roma, ben lontano dai trionfi delle colleghe che, nella capitale si sono imposte ben 5 volte le ultime due di file con le magiche Errani-Paolini che hanno trionfato nelle edizioni 2024 e 2025.

Ma la missione diventa prima “possible” e poi compiuta grazie alla coppia azzurra che, in due ore e 17 minuti batte con il punteggio di 7-6(8), 6-7(3), 10-3 una della coppie del doppio maschile più forti al mondo, quella formata dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, la coppia vincitrice di ben due Slam lo scorso anno.

L’albo d’oro del doppio maschile degli Internazionali si arricchisce, quindi, per la prima volta nella storia del torneo di ben due nomi azzurri. Fino ad oggi, infatti, i già pochi tennisti azzurri che erano riusciti a trionfare, lo avevano sempre fatto con un collega straniero e mai un connazionale: Del Bono nel 1931 (con il britannico Hughes), De Stefani nel 1932 (ancora con Hughes), Palmieri nel 1934 (con l’irlandese Rogers), Camporese nel 1991 (con il croato Ivani). Per  la coppia si tratta della ciliegina su una carriera di altissimo livello. Insieme dal 2021, i due hanno messo in bacheca dieci titoli Atp come coppia, di cui due a livello Masters 1000 (Miami e Roma, entrambi quest’anno), sono arrivati tre volte in finale negli Slam e hanno partecipato a due edizioni delle Atp Finals (prima coppia italiana a raggiungere le semifinali, nel 2025) e sono al momento terzi nella classifica mondiale di specialità.

«Ce l’abbiamo fatta, era un risultato che volevamo tanto, lo cercavamo da tanto tempo, vincere qui è una emozione unica. Questo trofeo non è nostro ma è di tutti, ci avete trascinati dal primo giorno fino ad oggi. Senza di voi non saremmo qui. È un torneo che viene da un lavoro immenso e un periodo tosto, grazie ad Andrea che mi sta allungando la carriera. Ci toglieremo tante altre grandi soddisfazioni. Siamo un team fantastico, dedico questo trofeo a mia madre». Così commenta il titolo Simone Bolelli sul Centrale del Foro Italico. «Condividere questo percorso con Andrea è bellissimo, continuiamo così. Vorrei fare i complimenti ai nostri avversari. Sono un esempio, c’è tanto rispetto. È stato per me un percorso lungo, qualcosa di inimmaginabile. Grazie a tutti, al presidente Binaghi, stiamo facendo un lavoro straordinario, l’Italia è sul tetto del mondo, giocare in questa cornice è incredibile. E il doppio può migliorare anche nei prossimi anni», ha aggiunto Vavassori commosso.

Il solito Jannik

E dal doppio, passiamo al singolare maschile perché, ad appena qualche ora di distanza, la magia del doppio viene ripetuta dal nostro solito, mitico Jannik Sinner che bissa il successo del doppio.

Jannik, dopo una lunga e dura semifinale durata due giorni (a causa della pioggia) contro Medvedev, arriva alla seconda finale consecutiva agli Internazionali, torneo in cui era ampiamente favorito, complice anche l’assenza per infortunio  di Carlos Alcaraz, vincitore dello scorso anno. Ad attenderlo in finale un solidissimo Casper Ruud contro cui Sinner non parte benissimo. Subisce subito un break e va sotto per 2-0 nel primo set. Ma il momento di difficoltà è molto breve: l’azzurro risponde subito con un contro-break e pareggia il punteggio del set sul 2-2. Da qui, poi, migliora il gioco fino alla vittoria del primo set per 6-4 in 49 minuti. Risultato ripetuto poi, con meno difficoltà anche nel secondo set.

E così Jannik Sinner è il campione degli Internazionali d’Italia e, come se non bastasse, non dimentica di stabilire anche qualche nuovo record. Battendo in finale Casper Ruud (n.25) è diventato il sesto italiano a vincere a Roma dopo Emanuele Sertorio (1933), Giovanni Palmieri (1934), Fausto Gardini (1955), Nicola Pietrangeli (1955, 1957) ed Adriano Panatta (1976), l’ultimo azzurro ad esserci riuscito ben 50 anni fa. A 24 anni, poi, Sinner è anche il più giovane di sempre a vincere almeno una volta tutti i Masters 1000, il secondo in assoluto è Novak Djokovic, che è riuscito nell’impresa a 31 anni nel 2018. Sinner nei 1000 è imbattuto da Parigi (novembre 2025) ed ha vinto gli ultimi 6 titoli e le ultime 34 partite (29 nel 2026). E, da qui, tra una settimana, il 24 maggio, il nostro Sinner  ripartirà al Roland Garros con il sogno di completare anche il Career Grand Slam.

Ma, in attesa della prossima avventura parigina, godiamoci i nostri azzurri sul tetto del mondo a Roma.

Riproduzione riservata ©

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