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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Mondiali: in archivio i sedicesimi tra sorprese e sofferenze

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Terminata la prima fase ad eliminazione diretta, entriamo subito nel vivo degli ottavi di finale

I tifosi della Norvegia esultano durante la partita degli ottavi di finale della Coppa del Mondo FIFA 2026 tra Brasile e Norvegia, a East Rutherford, nel New Jersey (USA), il 5 luglio 2026. Ansa EPA/OLGA FEDOROVA

I sedicesimi, così come le fasi a gironi, non hanno mancato di regalare spettacolo e qualche sorpresa e, alla fine, l’esito è stato uno solo per tutte le squadre: si è sofferto. Anche qui, come già nella fase precedente, tutte le squadre hanno sofferto, dalle big alle più piccole e nessun esito è stato scontato fino al fischio finale. Sedici partite, quindi, per 16 sentenze diverse e un bilancio che restituisce un torneo più aperto che mai. Ma andiamo in ordine e vediamo tutti i risultati uno ad uno.

Aprono le danze Canada-Sudafrica al Los Angeles Stadium, con una partita non di altissimo livello che si decide nel recupero grazie alla rete di Eustaquio che spedisce i Canucks al prossimo turno e spegne il sogno mondiale del Sudafrica. Si passa, poi, a Brasile-Giappone con un match dominato da una sofferenza totale per gli uomini di Carlo Ancelotti, che vanno addirittura in svantaggio contro gli asiatici, e poi la vincono nel recupero con le reti di Casemaro e Martinelli.

La prima vera sorpresa arriva, però, da Germania-Paraguay. Il Paraguay infiamma il Boston Stadium con una partita sensazionale ed elimina a sorpresa la Germania con un fantastico Gill che si prende la scena parando di tutto ai tedeschi per portare il suo Paraguay agli ottavi.

E finisce ai rigori anche Olanda-Marocco con gli Orange che sembrano affetti da una maledizione e, di nuovo, come nel 2014 e 2022, escono ai rigori. Dal solito Halaand arriva, invece, la svolta nel match tra Costa D’Avorio e Norvegia. La Norvegia, infatti, soffre contro l’africana ma, con un una rete di Haaland, riesce a superare una buona Costa d’Avorio per 2-1 senza l’ansia del dischetto.

Tutto facile invece per la Francia contro la Svezia che domina 3-0 con una doppietta del solito Mbappè, che si gioca la palma di capocannoniere con Messi, e rete che chiude il match di Barcola che spedisce i Bleus agli ottavi. Hanno vita facile pure i messicani contro l’Ecuador. All’Azteca, infatti, nonostante un match tesissimo, Quinones e Jimenez firmano il 2-0 che porta il Messico agli ottavi ai danni dell’Ecuador.

Per niente facile, invece, Inghilterra-Repubblica Democratica del Congo. Ad Atlanta, la Repubblica Democratica del Congo passa in vantaggio con Cipenga e rischia più di una volta di trovare il raddoppio. Nella seconda metà del secondo tempo poi, Kane riesce ad abbattere il muro eretto da Mpasi e mette dentro una doppietta che salva gli inglesi.

Stessa sorte anche per Belgio-Senegal con gli africani che incantano per buona parte del match salvo poi crollare e dare l’opportunità al Belgio di pareggiare e poi rimontare la partita che viene decisa, dopo il 2-2 nei tempi regolamentari, dalla rete più tardiva nella storia dei Mondiali, quella al 125’ di Tielemans.

Dominano, invece, per 2-0 gli States contro la Bosnia e le furie rosse della Spagna contro l’Austria spazzata via per 3-0. Solidi anche gli elvetici che, con un solido 2-0 spengono le speranze di rimonta algerine e staccano il biglietto per gli ottavi.

Grande spavento per il Portogallo, poi, nella partita contro la Croazia con la squadra di Cristiano Ronaldo che soffre ma vince dopo un recupero eterno grazie alla rete di Goncalo Ramos. E soffre anche l’Egitto in una gara lunga e faticosa terminata ai calci di rigore in cui gli egiziani hanno avuto la meglio contro l’Australia. Stessa sorte anche per Colombia-Ghana con i Cafeteros che soffrono ma portano a casa una vittoria importantissima contro gli africani.

E concludiamo con Argentina-Capo Verde, la squadra rivelazione di questo Mondiale. I capoverdiani sfiorano, infatti, il miracolo storico e perdono soltanto 3-2 ai supplementari contro i Campioni del Mondo in carica. Gli argentini vengono rimontati per due volte dopo i vantaggi di Messi e Lisandro Martinez, con le reti di Duarte e Cabral che non bastano, però, per continuare il sogno dei capoverdiani. Decisivo Romero al 111′ che manda i sudamericani agli ottavi di finale.

Capoverde: un sogno che continua

Con i sedicesimi ormai in archivio, si passa agli ottavi che si concluderanno nella tarda serata di martedì e che ci hanno già consegnato i primi esiti con la vittoria del Marocco sul Canada, della Francia sul Paraguay e della Norvegia sul Brasile in attesa del derby iberico tra Spagna e Portogallo che rimane la sfida più attesa.

Non giocherà agli ottavi, invece, quella che è la protagonista assoluta di questo Mondiale: Capoverde. È lei, la numero 64 del ranking Fifa, la squadra rivelazione di questa competizione che esce a testa altissima dal tabellone e torna a Praia, la capitale del Paese, con una accoglienza calorosa da parte dei tifosi dopo la pagina di storia scritta ai Mondiali 2026. La formazione africana, che si è condannata con un’autorete al 111′ nella partita contro l’Argentina, ha scritto una pagina di storia per il calcio capoverdiano perché non solo gli Squali Blu si sono qualificati per la prima volta in assoluto alla Coppa del Mondo, raggiungendo la fase a eliminazione diretta, ma soprattutto perché i capoverdiani hanno impressionato tutto il globo per essere riusciti a fermare – con uno storico 0-0 per tutto il match – una corazzata come la Spagna e a far tremare anche l’Argentina di Lionel Messi, due nazionali che, insieme, contano ben 4 titoli mondiali.

Un risultato storico che porta, finalmente – come dichiarato da uno dei protagonisti della squadra, il portiere quarantenne Vozinha – il mezzo milione di abitanti dell’isola “sulla mappa del mondo”. E per i capoverdiani il sogno non finisce qui, per Vozinha, per Cabral e per gli altri giocatori che ci hanno messo dignità, coraggio, passione, corpo, cuore e anima per il loro Paese, per la loro bandiera, per la loro gente, il sogno è appena cominciato.

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