«Mercoledì 15 luglio, alle ore 10, avrà luogo presso l’Istituto Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco (via Marghera 59, Roma) la presentazione ufficiale della Rete Lampedusa, un movimento civile orientato a sviluppare una nuova narrazione sulle migrazioni, i diritti umani e l’inclusione. Presidente e promotore del progetto è Pietro Bartolo, già europarlamentare e medico di Lampedusa, simbolo dell’accoglienza in Europa.
Dal manifesto di Rete Lampedusa si legge:
Il Mediterraneo è un cimitero. Non è una metafora letteraria, né uno slogan politico. È la realtà fisica, documentata, ineludibile con cui conviviamo ogni giorno. Dal 1993, oltre 48.000 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Europa. Dal 2014 ad oggi, i morti e dispersi documentati sono oltre 34.200. Di questi, almeno 3.500 erano bambini. Questi sono solo quelli che sappiamo. Quelli che abbiamo contato. Quelli che il mare ci ha restituito o che qualcuno ha visto sparire. Ma sotto questa contabilità dell’orrore c’è un silenzio ancora più profondo: quello delle barche fantasma, dei naufragi senza testimoni, delle vite inghiottite dal buio senza lasciare nemmeno un numero in una statistica.
L’Italia e l’Europa sono paralizzate. Da un lato c’è chi urla all’invasione, trasformando la disperazione in capitale elettorale. Dall’altro c’è chi tace, paralizzato dalla paura di perdere consenso, rifugiandosi in un tatticismo che ha smarrito l’anima. In mezzo, manca una voce. Manca
chi abbia il coraggio di dire la verità. Rete Lampedusa nasce per rompere questo silenzio. Nasce per dire che l’accoglienza non è “buonismo”: è un principio costituzionale, è la radice stessa dell’Europa, e soprattutto significa una cosa semplice e brutale: non far morire le persone. Non esiste civiltà che possa dirsi tale se accetta passivamente questo massacro sistematico alle sue porte.
Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia anche un’altra verità, quella dei numeri che riguardano noi. I migranti non sono un’emergenza: sono il nostro futuro. L’Europa affronta un inverno demografico senza precedenti. Entro il 2050 mancheranno all’appello 44 milioni di lavoratori. Il nostro sistema di welfare, le nostre pensioni, la nostra economia reggono già oggi grazie a chi è arrivato. L’Africa raddoppierà la sua gioventù, l’Europa invecchierà. Queste due realtà si incontreranno comunque. Sta a noi decidere come: se attraverso il filo spinato e i naufragi, o attraverso canali legali, formazione, lavoro e dignità. Non è solo questione di solidarietà. È questione di intelligenza
collettiva.
Per questo nasce Rete Lampedusa, la rete di Pietro. Non un partito, non l’ennesima associazione, ma un soggetto culturale e operativo che parte dal basso. Vogliamo essere in 20 regioni, vogliamo un numero verde che risponda alle paure dei cittadini italiani e ai bisogni dei migranti, vogliamo unire sindaci, fondazioni, parrocchie e studenti in un’unica voce».
