In un momento storico in cui gli stretti e i litorali diventano scenari di guerra e di ricatti geo-economici, non va mai dimenticato che le coste e le spiagge costituiscono prima di tutto un ecosistema dove le civiltà non si scontrano ma s’incontrano e dove le risorse naturali non sono contese, ma condivise. A ricordalo e stigmatizzarlo, seppure indirettamente, è il “Programma Bandiera Blu” che ha respiro internazionale ed è particolarmente diffuso in Italia, dov’è indirizzato «ai Comuni rivieraschi e alle amministrazioni locali affinché si impegnino a risolvere e migliorare le problematiche relative alla gestione del territorio e alla salvaguardia dell’ambiente». Un processo virtuoso, dunque, che innesca tra i partecipanti una sana competitività che dai piccoli borghi costieri si estende fino a intere nazioni ed emisferi.
Il “Programma bandiera blu”
Artefice del “Programma bandiera blu”, operativo in Europa dal 1987, è l’organizzazione non-governativa e no-profit Foundation for Environmental Education (Fee) che «agli inizi del 2000 sottoscrisse con le Nazioni Unite un protocollo ambientale di partnership globale (Unep) e uno turistico (Unwto), venendo poi riconosciuta dall’Unesco come leader mondiale nel campo dell’educazione allo sviluppo sostenibile ed estendendo così la sua portata a ben 49 Paesi in tutto il mondo». Salvaguardare l’habitat delle spiagge, degli approdi e delle località lacustri dunque, oltre a rappresentare uno dei fondamentali doveri della società civile e politica, diventa anche un’occasione per conseguire dalla Fee l’eco-label, ovvero la certificazione che conferma l’eccellente qualità ambientale e conferisce la tanto ambita bandiera blu. Un riconoscimento, quest’ultimo, che di anno in anno, riconfermando le località che già lo detengono o nominandone delle nuove, consente loro di amplificare la risonanza del riconoscimento in termini di promozione turistica e di favorire un considerevole incremento dell’occupazione stagionale, con una ricaduta positiva sull’economica delle rispettive comunità.
Bandiere blu: Candidature con “criterio”
Conseguire la bandiera blu però non è una pura formalità, bensì un iter impegnativo che richiede grande cooperazione da parte delle amministrazioni locali, dei governi regionali e dei cittadini. Non si scoraggi chi stesse pensando di candidare la propria amena località di riviera per il 2027, anzi essendo l’intera procedura gratuita, si lanci nell’impresa anche perché la storia delle bandiere blu insegna che, comunque vada, si sarà contribuito a migliorare l’eco sistema e la qualità della vita delle comunità partecipanti. Le auto-candidature consistono nel compilare un questionario e fornire una dettagliata documentazione da sottoporre alla “commissione di giuria” della Fee Italia, che è composta da rappresentanti dei più alti enti istituzionali e accademici nei settori ambientali, costieri, marittimi, forestali e agricoli. I Comuni che ambiscono alla bandiera blu devono così «comprovare l’eccellente qualità delle acque di balneazione nella stagione che ha preceduto la candidatura, devono certificare la presenza di impianti di depurazione e garantire l’80% dell’allaccio in fognatura delle acque reflue sull’intero territorio oggetto di candidatura». A questo criterio cardine per l’accesso alle valutazioni della giuria se ne aggiungono altri, tra cui alte percentuali di raccolta differenziata, ottimi livelli di qualità dell’aria, efficace controllo del traffico veicolare, istituzione di aree pedonali, piste ciclabili, parcheggi decentrati e bus-navetta, senza trascurare l’arredo e il decoro urbano, la sicurezza ed i servizi in spiaggia. Il tutto sempre supportato da iniziative di educazione ambientale.
I furbetti da spiaggia
I Comuni che ottenuto l’eco-label pensassero poi di poter trascurare gli impegni e le responsabilità ambientali che ne derivano, sappiano che nel corso della stagione estiva, «tutte le località insignite della bandiera blu sono oggetto da parte del comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente e del corpo delle capitanerie di porto, di visite di controllo, al fine di verificare la conformità ai criteri stabiliti dal programma».
Le classifiche blu del 2026
Regina d’Italia per il 2026 è la Liguria, la regione delle due riviere, con 35 Comuni insigniti della bandiera blu; seguono Calabria e Puglia con 27, Campania, Marche e Toscana appaiate a 20, Sardegna 17, Abruzzo e Sicilia 16, Trentino Alto Adige 12, Emilia Romagna 11, Lazio 10, Veneto 9, Basilicata 5, Piemonte e Lombardia (per i laghi) 4, Friuli Venezia Giulia e Molise 2.
La Liguria primeggia anche per le sue 72 spiagge blu, seguita da Puglia con 70, Campania e Sardegna 56, Toscana 45, Calabria 36, Abruzzo 33, Marche 32, Sicilia 25, Emilia Romagna 21, Lazio 20, Veneto 19, Trentino Alto Adige 15, Basilicata 8, Lombardia 6 , Piemonte 4, Friuli Venezia Giulia 4, Molise 3. La regione dei fiori è in vetta anche con i suoi 18 approdi blu, seguita da Friuli Venezia Giulia con 15, Sardegna 9, Campania e Veneto 8, Puglia e Toscana 7, Marche 6, Calabria, Lazio e Sicilia 2, Abruzzo, Basilicata ed Emilia Romagna 1.
Approdi dipinti di blu
A livello internazionale poi il palmares blu di 525 spiagge e 87 approdi è valso all’Italia, con un totale di 612, un bel quarto posto dopo Spagna 794, Grecia 658 e Turchia 628. Sono invece i Paesi Bassi a trionfare nella classifica degli approdi blu con ben 147 eco-label, seguiti dai 112 della Spagna, 100 della Francia e come detto dagli 87 dell’Italia, che conquista così un altro onorevole quarto posto. Per i più curiosi va precisato che gli approdi, ai fini del contest per le bandiere blu, sono tecnicamente, come spiega la National Geographic Society, dei «piccoli porti turistici realizzati dall’uomo per imbarcazioni da diporto». Per i più romantici invece l’approdo è molto più dell’attracco di una barca, è per esempio il “porto sicuro dove trova rifugio l’anima” o talvolta è il compimento di un viaggio interiore che ci ha cambiato la vita o più semplicemente è solo la tappa di una meravigliosa, indimenticabile vacanza!

Scogliera di Polignano a Mare, uno dei Comuni con la Bandiera blu 2026. Foto di Michele Zasa.
È così che anche quest’articolo è arrivato al suo approdo: siamo sulle rive dell’Adriatico, tra le scogliere di una delle città bandiera blu 2026 più affascinanti al mondo: Polignano a Mare dove il suo cantore Domenico Modugno ci ricorda che è già tempo di ripartire verso altri cieli e mari “blu dipinti di blu”!
