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Italia > Regioni

Vieni a leggere un libro…al bar

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Un’idea di buona pratica che arriva dal bellunese: rendere un bar luogo di lettura, disegno e promozione del turismo “slow”

Bambine in lettura (foto Chiara Andreola)

Alzi la mano chi, tra i genitori che stanno leggendo, non si è mi trovato a vedere un’uscita al ristorante o al bar trasformata in un autentico rodeo dai propri figli, che non stanno fermi al tavolo manco a legarli, mettendosi a rischio di farsi cacciare per evidenti minacce poste all’incolumità dei camerieri che portano i piatti e alla sanità mentale degli altri avventori (oltre che alla propria); e di trovarsi magari di fronte al “ricatto” di un video sul telefonino o tablet come unico anestetico in grado di sedarli per tempo necessario.

Di questioni del genere si parla sempre di più – per quanto non si possa dire che questo si traduca automaticamente in un reale aumento di consapevolezza del problema; e prendono di conseguenza forma anche diverse iniziative che, vuoi per contrastare direttamente il fenomeno della videodipendenza di adulti e bambini, vuoi per promuovere modi più “sani” di stare insieme, intendono offrire proposte costruttive. Tra queste ce n’è una che arriva dal bellunese, unendo a questo anche un occhio di riguardo per le attività economiche del territorio e il turismo.

Siamo a Gosaldo, un angolo di Dolomiti non ancora toccato dal turismo di massa che tanto fa gridare allo scandalo in vallate poco lontane, ma le cui montagne non hanno nulla da invidiare a quelle più blasonate (vedere le foto per credere); e che, contrariamente a chi cerca soluzioni per arginare l’overtourism, sta invece cercando di far crescere leggermente i flussi, così da garantire un equilibrio tra sostenibilità economica – anche qui lo spopolamento si è fatto sentire, passando dai 3000 abitanti dei “tempi d’oro” nel secolo scorso ai 500 attuali – e tutela del territorio.

Scatto all’alba dalla cima della Croda Grande, sopra Gosaldo (Belluno) – foto Chiara Andreola

Negli ultimi anni si è registrato un significativo fermento a livello di società civile, con numerose iniziative per rivitalizzare il paese; tra cui la valorizzazione della piccola biblioteca del paese e delle attività che ruotano attorno ad essa. Particolarità è il fatto di essere gestita totalmente da volontari, che ogni sabato mattina garantiscono due ore di apertura dalle 10 alle 12, con tanto di giornale in consultazione e caffè offerto a chi si reca in quello che è diventato un punto di ritrovo per residenti e anche alcuni turisti.

Tutto è partito oltre vent’anni fa – la biblioteca è stata inaugurata nel 2003 – quando «è nato il desiderio di avere una biblioteca a Gosaldo; e si è quindi costituita un’associazione che ha promosso una raccolta di libri, principalmente tramite donazioni, che è arrivata a contare oltre 7000 titoli per adulti ed un migliaio per bambini e ragazzi – racconta Laura, una delle volontarie dell’associazione -. Da tre anni, oltre all’apertura settimanale, riusciamo a garantire anche il servizio di prestito a domicilio nei comuni della vallata, per chi non può spostarsi. Ora vorremmo puntare sempre più su iniziative e spazi di incontro e aggregazione».

Il gruppo di volontari è infatti anche promotore di numerose iniziative in collaborazione con altre realtà del territorio, che diventano anche occasione di integrazione tra le attività culturali senza scopo di lucro – come è appunto una biblioteca – e quelle economiche, in quanto un turismo sostenibile deve poggiare su entrambe queste “gambe”: «Fare rete per noi è fondamentale – spiega Laura -. In una comunità piccola, il dialogo e la collaborazione tra anime diverse è un potenziale da sfruttare».

E così veniamo all’idea in questione. «All’interno del direttivo è stato espresso il desiderio di fare qualcosa per i bambini – prosegue Laura -, e così si è pensato ad una collaborazione con il bar ristorante di una delle borgate (il Ghegy di Forcella Aurine) dove c’è più passaggio turistico sia d’estate che d’inverno». Grazie al lavoro di un artigiano locale che ha realizzato tavolo e mensole, l’associazione ha quindi allestito nel locale un angolo lettura per bambini (di tutte le età, osiamo aggiungere), con tanto di fogli e matite colorate. Mentre i genitori sorseggiano qualcosa dopo una camminata, o mentre si è in attesa del pranzo, i più piccoli possono quindi trascorrere il tempo tra le pagine di un libro o disegnando, invece che davanti a uno schermo.

A questo si aggiunge un invito, pubblicizzato anche con volantini affissi in paese: «Realizzate un disegno nell’angolo “Scarabocchi e storie” del bar, e chiedete all’adulto che è con voi di mandare un messaggio Whatsapp con la foto dell’opera e il vostro nome al numero della biblioteca: riceverete un piccolo omaggio quando verrete a trovarci!». L’invito ad entrare al bar ristorante, funzionale al sostegno dell’economia locale, si trasforma quindi anche un invito ad entrare in biblioteca, generando un circolo virtuoso tra economia e cultura.

Uno dei disegni dell’iniziativa “Scarabocchi e storie” a Gosaldo (Belluno) – foto Chiara Andreola

Il riscontro, assicura Laura, è stato positivo: «Abbiamo avuto un buon ritorno sia in termini di partecipanti all’iniziativa dei disegni, che di quanto ci riferiscono dal locale. Peraltro, tra i nostri associati in biblioteca abbiamo anche qualche non residente: sono turisti non occasionali, ma che ritornano, spesso perché hanno una seconda casa».

Questa non è comunque l’unica iniziativa che l’associazione degli amici della biblioteca porta avanti: sono state organizzate e ancora sono in programma presentazioni di libri e serate di incontri con scrittori, docenti universitari e altre personalità in collaborazione ad esempio con il bar della piazza del paese, e con uno dei bed&breakfast attivi in una delle borgate.

C’è da precisare, peraltro, che anche il bar della piazza del paese (recentemente riaperto con la nuova gestione di una giovane del posto dopo anni di chiusura in virtù di un bando comunale) adotta una filosofia di promozione di passatempi “sani”: vi si trovano infatti diversi giochi da tavolo – coerentemente anche con una proposta fatta dalla campagna SlotMob per contrastare la presenza delle macchinette per il gioco d’azzardo, che in effetti qui non ci sono.

Piccoli segni, certo; ma che possono fare la differenza in senso positivo là dove vengono messi in atto.

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