Si chiude l’edizione 2026 dei Mondiali di calcio e, se il Campionato ci aveva regalato delle enormi sorprese e delle belle partite, lo stesso non si può dire delle due finali che hanno stabilito l’ordine del podio mondiale: Spagna, Argentina e Inghilterra.
Una finalina inaspettata
Partiamo dalla finalina per il terzo posto, di certo non la partita che i tifosi della Francia o dell’Inghilterra si aspettavano né, tantomeno, il risultato che ci si sarebbe aspettati per una finale per il terzo posto del Mondiale, ma così è. La Francia di Mbappe, l’unica delle “big” che aveva giocato un Campionato privo di sbavature, prima della semifinale contro la Spagna, si è clamorosamente ritrovata, alla fine del primo tempo in svantaggio di 4-0 per l’Inghilterra. Con la partita ormai data per persa, però, forse ispirati dai 4 cambi di Deschamps, i Bleus si sono risvegliati e hanno cominciato la loro furiosa rimonta. Come ha ammesso anche Rabiot al termine della gara, «nel primo tempo ci è mancata la grinta. Si è parlato tanto dopo la sconfitta in semifinale, e poi abbiamo giocato un primo tempo del genere? Inaccettabile. Non è questo il livello che ci si aspetta quando si indossa questa maglia. Dopodiché, nel secondo tempo abbiamo mostrato un volto diverso». E il volto, in effetti, è cambiato tantissimo perché la Francia ha dominato la partita nel secondo tempo portandosi, dopo il 4-2, per ben due volte ad un solo gol di differenza con l’Inghilterra, prima sul 4-3 e poi sul 5-4 prima di concludere con un 6-4 per l’Inghilterra che si è aggiudicata il gradino più basso del podio del Mondiale e che ha fatto tornare a casa i francesi, seppur senza medaglie, con l’orgoglio ritrovato e il capocannoniere del Mondiale, Kylian Mbappe che, con le due reti della finalina, arriva a quota 10 gol nel Mondiale.
Una finale non finale
E se la finalina del sabato non è stata quella che ci si sarebbe aspettati ad un Mondiale, lo stesso si può dire della finale tra Spagna e Argentina che è, invece, andata sul polo opposto per concludersi con una sola rete alla fine anche dei tempi supplementari. Ma andiamo in ordine.
La finale di Coppa del Mondo FIFA 2026 ha visto sfidarsi due delle superpotenze del calcio. Da una parte, l’Argentina di Lionel Messi scende in campo da campione in carica dopo il Mondiale in Qatar del 2022, da campione della Copa America nel 2024, da prima classificata nelle qualificazioni sudamericane e, come se non bastasse, da veterana del Mondiale con ben 19 presenze al Mondiale, 6 finali giocate nel 1930, 1978, 1986, 1990, 2014 e 2022 di cui 3 vinte nel 1978, 1986 e 2022. E, ciliegina sulla torta, con il GOAT Lionel Messi che, a 39 anni e 8 gol in questo Mondiale, punta a consacrarsi definitivamente con una seconda vittoria consecutiva, un’impresa riuscita l’ultima volta al Brasile nel 1958-1962, nei mondiali in Cile e Svizzera.
Dall’altra parte, la Spagna che arriva al New York New Jersey tra le favorite per il titolo, forte della vittoria agli Europei 2024 e della finale di Nations League 2024-25, dopo aver disputato un girone di qualificazione quasi perfetto e aver superato agevolmente la fase a eliminazione diretta, battendo Austria, Portogallo, Belgio e Francia, subendo un solo gol nelle 7 partite disputate fino alla finale e con l’obiettivo di conquistare il titolo mondiale per la seconda volta, seguendo le orme della straordinaria generazione d’oro del 2010.
Due squadre, due programmi, un solo obiettivo e aspettative, chiaramente, altissime viste le finaliste. Insomma, tutti i requisiti per una sfida già epica resa, poi, ancora più leggendaria dal fatto che le due squadre sono unite da una persona: il numero 10 argentino. Gran parte della rosa spagnola ha, infatti, seguito tutta la carriera del numero 10 argentino nel suo periodo al Barcellona e ora se lo ritrova come l’avversario numero uno da battere in una finale Mondiale. Una Spagna giovanissima che, con un’età media di 26,73 anni non ha condiviso lo spogliatoio con Messi al Camp Nou ma che lo ha ammirato nelle sue imprese negli anni gloriosi con il Barça. Quasi un derby, di cuore, è chiaro, quindi per gli spagnoli e anche per l’argentino che si ritrova a sfidare nella finale della competizione più importante al mondo, quello che è stato soprannominato, poi, in seguito ad una vecchia foto per l’Unicef, il suo figlioccio: il giovanissimo Lamine Yamal, la stella appena 19enne della Roja.
Una finale che promette, quindi, spettacolo per la storia di queste due Nazionali, per il loro gioco, per lo scontro generazionale rappresentato e per il derby del cuore che questa sfida ha rappresentato per molti dei giocatori: da una parte, sfidare la Nazionale della squadra che ti ha reso grande e, dall’altra, sfidare l’idolo di quando eri bambino.
I presupposti per una grande finale ci sono ma, ahimé, la grande finale rimane solo nei sogni tifosi perché, alla fine dei giochi, la finale di Coppa del Mondo FIFA 2026 è risultata essere una partita giocata a senso unico quasi fino al fischio di fine dell’arbitro.
Spagna e Argentina vanno ai supplementari dopo 90’ di dominio spagnolo in cui i numeri parlano chiaro: 15 tiri totali (di cui 10 in porta) contro zero e 9 angoli a uno. Nella storia delle finali dei Mondiali di calcio c’è un unico precedente in cui una squadra ha concluso la partita con zero tiri in porta e il record negativo, battuto questa sera, era proprio dell’Argentina, che nella finale dei Mondiali di Italia ’90, giocata a Roma l’8 luglio 1990 contro la Germania Ovest, perse 1-0 con un gol su rigore di Andreas Brehme a 5 minuti dalla fine. Una storia che, purtroppo per l’Argentina e per Messi si ripete ma, questa volta, senza dover scomodare il dischetto. All’inizio dei tempi supplementari, con l’Argentina (come se già non bastasse il gioco sottotono) in inferiorità numerica in seguito ad un rosso, la Spagna aveva subito trovato il vantaggio con Nico Williams al termine di un’azione confusionaria in area di rigore per il quale l’arbitro ha fischiato un fallo su Nicolas Otamendi annullando il gol. Poco dopo, però, su assist di Nico Williams al 106’, Ferran Torres centra la rete e porta la Spagna in vantaggio per 1-0.
E così, finisce ai supplementari il sogno argentino del quarto trofeo Mondiale e si concretizza quello della Roja che porta a casa la sua seconda Coppa del Mondo (dopo quella del 2010) al termine di una finale nella quale ha vinto sicuramente la squadra migliore: la giovane Spagna di Nico Williams, Ferran Torres, Lamine Yamal e gli altri rojos che, da ieri sera, sono i nuovi campioni del mondo.
