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In profondità > Eventi

Segni di Speranza a Torino

di Michele Genisio

Michele Genisio

All’Arsenale della pace il cardinale Repole e il teologo Piero Coda incontrano i Movimenti ecclesiali promotori di Segni di Speranza

Mons. Repole e Piero Coda (foto Genisio)

Domenica 24 maggio, in un caldo pomeriggio sono in più di 550 all’Arsenale della Pace per la seconda edizione dell’evento Segni di Speranza, organizzato da alcuni Movimenti ecclesiali: Comunione e Liberazione, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Sermig, Comunità Papa Giovanni XXIII, con la collaborazione di Azione cattolica.

La scelta del giorno di Pentecoste è stata fortuita, dovuta alla disponibilità dei due principali relatori, il cardinale Roberto Repole e mons. Piero Coda, Segretario generale della Conferenza Teologica Internazionale. Ma anche se fortuita, è stata quanto mai significativa: è stato un modo indimenticabile per vivere, nella giornata che ricorda la sua fondazione, un momento di Chiesa.

L’anno scorso Segni di Speranza è consistito in una presentazione di testimonianze dei vari Movimenti, quest’anno si è fatto un passo in avanti: si sono presentati alcuni fatti concreti portati avanti assieme, tra Movimenti. La comunità Papa Giovanni XXIII ha raccontato testimonianze di sostegno a famiglie affidatarie e adottive fatte assieme a diverse associazioni come La Pietra Scartata e Famiglie per l’Accoglienza. Alessandro, della Fraternità della Speranza, ha raccontato il rapporto particolare tra il Sermig e Maria Madre dei Giovani, e le tante iniziative che ne sono scaturite.

I ragazzi del Movimento dei Focolari hanno presentato il progetto Time to Change, portato avanti con le suore di Carità dell’Assunzione, legate a Comunione e Liberazione.  Racconta una ragazza: «Ogni due settimane dedichiamo il sabato mattina ai bambini del doposcuola. Per noi non è solo volontariato, ma un percorso di amicizia e crescita».

Sono piccoli segni, ma indicatori, come auspica il cardinale Repole, che i Movimenti diventino fari che testimoniano la gratuità dell’amore di Dio.

Semi di speranza al Sermig (foto Genisio)

Momento culminante dell’incontro è stato il dialogo con il cardinale Repole e mons. Piero Coda. Nelle sue risposte il cardinale ha detto: «Senza una formazione permanente alla fede, ovvero a una relazione personale con Cristo, l’appartenenza ecclesiale oggi non può più reggersi. Spesso gli adulti hanno una cultura secolare evoluta ma una fede infantile; questo gap non funziona. Formazione significa “prendere la forma di Cristo” in tutta la vita. Mi aspetto che voi siate il traino di questo processo. Il carisma è un dono dello spirito per l’utilità comune; se ostacola la comunione, non viene dallo spirito. Mi aspetto che mostriate la profezia della comunità in un tempo di individualismi. La Chiesa è la realizzazione in anticipo del sogno della comunione di tutti in Cristo».

Mons. Piero Coda ha sottolineato: «Provo stupore nel trovarmi qui, di fronte alla Chiesa viva. Torino è una città di “germogli”. La sfida di oggi è un discernimento comunitario per capire come aprire una stagione nuova nel terzo millennio. Vedo quattro sfide importanti: sfida sinodale, cioè sperimentare Cristo nella Chiesa e non solo in parrocchia; sfida carismatica, discernere l’essenziale del proprio carisma per il 2030; sfida istituzionale, trovare otri nuovi per il vino nuovo dello Spirito, armonizzando i carismi con la guida del Vescovo; sfida culturale, essere aperti a ciò che Dio fa crescere anche fuori dai nostri seminati».

Alla conclusione si aveva la sensazione di aver vissuto un momento fondativo: come ha detto il cardinale fino ad ora abbiamo preparato “l’antipasto” ora dobbiamo cucinare assieme il pasto vero e proprio. Una Chiesa che racchiude in sé la tradizione millenaria e che allo stesso tempo si colora della varietà dei nuovi carismi che collaborano assieme sul territorio, affascina, e può contribuire a dare risposte concrete alle domande dell’umanità di oggi.

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