Quasi apocalittico. Quasi. Perché il sole sta morendo, la terra sarà oscurata e affamata, milioni di persone moriranno. Una catastrofe prevista dagli scienziati di tutto il mondo riuniti, ovviamente, intorno agli Usa. C’è il professor Ryland Grace, fantasioso insegnante di liceo, lasciato dalla ragazza perché “ha la testa troppo fra le nuvole”, single, scienziato bravissimo, ma sottostimato, anche da sé stesso. Chissà come viene notato dalla task force internazionale che sta studiando il collasso dell’universo, tranne però una stella che ha resistito al fenomeno e che ha la soluzione dell’enigma. Solo che bisogna andarci. Hanno pensato a lui, che non è un astronauta e naturalmente scappa. Ma viene preso e imbarcato in una nave spaziale nell’universo.
Solo, che fare? Terrore, incertezza, smarrimento. L’uomo viene esasperato dalle emozioni, dalle paure, da un cosmo sbalorditivo, immenso e pericoloso. Come fare a rintracciare quella stella? Da lui dipende la salvezza dell’umanità (tema molto caro al cinema americano, quello del bisogno di un “salvatore”, messia o presidente o Spiderman che sia che sia…).
Lui desidera fare il prof, continuare con le sue ricerche solitarie. Invece, eccolo in una situazione che dopo attimi di smarrimento lo costringe a riflettere, a prendere coraggio e parlare con sé stesso di sé stesso, con una fine ironia (altro momento leggero e divertente del filmone).
Le sorprese non sono finite. Sembrerebbe, questo viaggio, impossibile ma il prof scopre che anche in questi altri mondi i conflitti non mancano. Infatti gli capita di far conoscenza con un alieno, che lui chiama Rocky: capita nella sua nave, esule e solo da un altro mondo. Lentamente si apre alla conoscenza con il mostriciattolo, anzi nasce una amicizia, un rapporto tra due mondi che comunicano, persino sentimenti, emozioni. Intorno, l’universo sta impazzendo, i due sperimentano la gioia, la novità dell’amicizia. Trovano il rimedio per salvare la terra, dovranno lasciarsi per sempre. Rocky resterà solo. Grace lo lascerà in questo modo, dopo un emozionante, scherzoso arrivederci?
Si tratta di un film di fantascienza, che conosce molti precedenti narrativi, ma qui i due registi mescolano abilmente dramma, fantasia, scienza e commedia, grazie all’interpretazione intelligente, vivace e “trasformista” di Gosling che passa da un registro all’altro con naturalezza e sagacia.
L’aspetto davvero interessante che attraversa il film – fotografia e scenografia magnifiche – è la dimensione della speranza per l’umanità. Non solo di sopravvivenza, di fatica per costruirla, di rischio personale, ma di potersi salvare grazie a rapporti autentici. Anche con gli alieni, i diversissimi. Eppure, tutti sono sensibili alla verità dell’amicizia, che aiuta a vivere, a trovare soluzioni. Al prof Grace e a noi. Da non perdere.
