The Drama
Ci conosciamo per davvero noi che viviamo insieme, ci amiamo dopo un colpo di fulmine e desideriamo sposarci? E se alla vigilia delle nozze venissimo a sapere che la futura moglie nasconde un passato torbido e preoccupante, lasceremmo perdere e la sposeremmo comunque? Non sono domande superflue. Il rischio di vivere insieme, di essere innamorati o amici e poi sorprenderci di un passato reciproco per nulla affascinante ci smarrisce, ci preoccupa e rischia di farci detestare la persona che credevamo di amare e di portarci allo smarrimento. Così il timido e gentile intellettuale Robert Pattinson innamorato della svettante, allegra e provocante Zendaya, si trova alle prese con questa situazione quando, in una sera che avrebbe dovuto essere festosa con una coppia amica, scopre che lei ha un passato, e che passato!
Il film scorre tra riflessioni, distacchi, sospetti, riavvicinamenti e depressioni, fine di amicizie, e voglia di vendette sul filo di una lama implacabile e veloce, con uno stato di dubbio. Che fare alla fine con questa donna?
Dimenticare, far finta di nulla, ricominciare? E su quali bassi? Se sì, potrebbe non funzionare – il passato potrebbe ritornare −, se no, meglio lasciar perdere. Che storia d’amore sarebbe dunque questa? Il film, diretto con mano felice da Kristoffer Borgli, se lo domanda di continuo, raccontando la vicenda dei due, seguendone lo sviluppo fra disincanto, tradimenti, depressioni in modo veloce, con dialoghi e silenzi soprattutto, eloquenti ed incisivi. La verità comunque spiazza. Per nulla pesante, il thriller è godibile per la recitazione intensa, coinvolta chiaramente di Pattinson e Zendaya, spinta in territori finora inesplorati da questi attori che li rende assai credibili. E fa del thriller un intreccio di situazioni e di caratteri già visti o letti, ma qui riproposti con uno sguardo contemporaneo oscillante fra tristezza, cinismo, e una vaghissima speranza. Da non perdere.
La donna più ricca del mondo

Isabelle Hupper e Laurent Lafitte in una scena del film “La donna più riicca del mondo”. Foto dell’ufficio stampa del film
Più incisivo, e tremendo, il film diretto da Thierry Klifa rilegge la vicenda della miliardaria francese Lilianne Bettencourt, proprietaria della multinazionale L’Oréal, sedotta da un furfante fotografo che si arricchisce alle sue spalle, scardinando il tessuto familiare. La donna algida e indifferente a tutto fuorché a sé stessa e al suo gruppo, nel film diventa Marianne Farrère, sposata, con una figlia non amata, chiusa nella gabbia dorata del lusso, ma infelice e frustrata: la ricchezza non le dà quel che vorrebbe, l’amore.
Così cade nella trappola del fotografo Pierre-Alain Fantin (il perfetto Laurent Lafitte), spregiudicato, che con la sua esuberante vitalità la conquista, si fa offrire milioni in un rapporto che diviene morboso di assoluta co-dipendenza. Intervengono i familiari che riescono a far condannare lo pseudo-artista dandy imbroglione, ma la vita per lei sarà finita nella solitudine, priva di quella storia sbagliata che comunque le dava libertà e vitalità.

Una scena del film “La donna più ricca del mondo”. Foto dell’ufficio stampa del film
Ottimamente diretto, il film ricama con ricchezza di costumi, di ambienti, di fotografia e di dettagli caratteriali i personaggi: il maggiordomo solitario, l’amante del pittore, il nipote della donna, la figlia, gli amici e il mondo mediatico e politico intorno. Non c’è quasi tregua nel racconto, anche cinico, anche divertente, dove brilla Isabelle Huppert come una sovrana. Sospesa tra passione, indifferenza, tristezza e durezza, l’attrice dagli occhi acquosi e senza luce, dalla bocca amara, dal corpo snello, si fa vittima consapevole del dandy per cogliere un tocco d’amore, ma viene ingannata. La Hupper disegna mirabilmente il personaggio che ci lascia la malinconia di un desiderio di felicità che la ricchezza non può comprare. Davvero notevole.
