Si conclude la folle settimana dello sport azzurro e mondiale che ha visto la “caduta” degli dèi Sinner (primo degli azzurri costretto al ritiro al Roland Garros) e Mondo Duplantis (che non becca l’oro in Diamond League); un fantastico Flavio Cobolli che gioca con gambe, braccia, mente e cuore la finale del Roland Garros vinta, meritatamente, da Sasha Zverev al termine di 5 lunghissimi set e il trionfo, ormai il quinto di 6 gare, di uno stratosferico Andrea Kimi Antonelli che non la smette di scrivere nuove pagine di storia della Formula Uno.
La gara
Il weekend di Monaco, sulla carta, non doveva essere favorevole alla Mercedes ma, forse, Toto ha dimenticato di farlo sapere a Kimi perché, oltre allo schizzo rosso visto nelle prove libere, il diciannovenne bolognese ha brillato per tutto il finesettimana monegasco. Il numero 12 della Mercedes si prende infatti prima la pole position, soffiata per pochi millesimi a Max Verstappen e precedendo anche le due rosse di Hamilton e Leclerc, grande favorito nella gara casalinga e poi anche la gara.
Non curante dei consigli offerti dai due 11 volte campioni del mondo Max Verstappen (4 titoli) e Lewis Hamilton (7) che gli avevano suggerito ironicamente di attendere, rispettivamente, 1 e 2 secondi allo spegnimento dei semafori prima di partire, la stella della Mercedes si rende protagonista di una partenza perfetta mentre la monoposto di Verstappen si fermava praticamente sulla griglia di partenza (per aprire una lunga striscia di ritiri) e le due rosse lo inseguivano da vicino.
Una vicinanza, però, che è durata ben poco perché Kimi non si è solo accontentato di rimanere leader dopo la partenza, ma si è voluto assicurare la leadership per tutta la gara, compresi i pit stop. Giro dopo giro, infatti, il pilota della Mercedes ha costruito un margine sempre più consistente sulle due Ferrari, alternando velocità pura e controllo della situazione. E, se per alcuni tratti della gara Lewis Hamilton ha tentato di restare agganciato al leader mostrando un passo competitivo, ogni volta che la situazione sembrava poter diventare interessante, Antonelli rispondeva immediatamente aumentando il ritmo e riportando il vantaggio in doppia cifra. Un vantaggio davvero immenso che lo ha visto, già dopo pochi giri, nella possibilità di fermarsi ai box rientrando davanti a Leclerc, stabile in terza posizione. Un vantaggio che, però, per il ragazzo non era evidentemente abbastanza perché, prima della sosta ai box, ha preferito avere un margine talmente importante con il secondo, Lewis Hamilton, da poter fare il pitstop e rientrare sempre rimanendo primo.
Una leadership a dir poco imbarazzante, soprattutto per il compagno di squadra, George Russel, che si è visto doppiato dalla quarta posizione. E, soprattutto, una leadership che il pilota non ha mai pensato di perdere, né al termine della safety car provocata da Stroll a 17 giri dal termine, né al termine della bandiera rossa provocata dallo sfortunato Charles – per un mix di problemi ai freni e asfalto staccato – che ha così perso il podio nelle battute finali del Gran Premio che ha visto, più che meritatamente, trionfare un magnifico Andrea Kimi Antonelli davanti al 7 volte campione del mondo sir Lewis Hamilton (secondo nonostante una penalità di 5 secondi) e un solidissimo Isack Hadjar che ha festeggiato – seppur sotto investigazione – il suo primo podio in F1.
AKA nella storia
Un’altra vittoria, la numero 5 per il nostro AKA, ma non una vittoria qualunque: si sa, vincere a Montecarlo ha un sapore diverso, Montecarlo è un’altra dimensione della F1 e il nostro Andrea ci è entrato. E lo ha fatto con prepotenza perché, assieme alla vittoria, l’azzurro si porta a casa una serie di record. Antonelli è, intanto, il più giovane poleman della storia di Montecarlo e, da ieri, anche il più giovane vincitore del Gran Premio del Principato perché, a soli 19 anni, 9 mesi e 12 giorni AKA polverizza, ben 18 anni dopo, il precedente record di Lewis Hamilton che, nel 2008, era stato il più giovane vincitore del GP a 23 anni, 4 mesi e 18 giorni. Ma non è tutto: anche la striscia di vittorie consecutive è un record, così come lo è il vantaggio di ben 66 punti sul primo inseguitore (Lewis Hamilton) nella classifica del mondiale piloti.
Insomma, un’impresa a dir poco magica per il pilota bolognese resa, se proprio ce ne dovesse essere bisogno, ancora più grande dal confronto con il compagno di squadra, il “veterano” George Russel che, arrivato alla fine fuori dalla zona punti a causa di un errore nella gestione della penalità da parte del team, nella migliore delle ipotesi sarebbe comunque arrivato sul gradino più basso del podio solo grazie ai ritiri di Verstappen, Norris, Leclerc e una serie di penalità per gli altri piloti.
Ma non servono paragoni per il nostro AKA che, entusiasta, al termine della gara commenta così: «È stata una gara incredibile. Una di quelle giornate in cui avevamo un passo magnifico, era tutto naturale. La macchina mi ha dato la fiducia per spingere. Dobbiamo continuare a esprimerci su questo livello. Mi hanno dato una vettura straordinaria, c’è stato un grande sostegno da parte di tutti, quindi questo è un grande momento».
Un grande momento che tutti, in Italia, vorrebbero non finisse, se non (forse) ostacolato da qualche cavallino rosso perché, anche se siamo ancora all’inizio del Mondiale, il sogno c’è già. Ma, come ha ricordato Toto: «Restiamo con i piedi per terra perché l’anno è ancora lungo. Non fate troppo casino per lui lì in Italia, continuiamo con molta umiltà perché le gare possono andare male. C’è il sogno, certo, ma anche tanto lavoro ancora da fare».
E allora, intanto, conserviamo il sogno in un cassetto neanche troppo lontano e godiamoci il viaggio.
