Nell’ottocentenario del transito di San Francesco, la città di Assisi si è fatta teatro di incontro, condivisione e preghiera tra migliaia di giovani, grazie ai quattro giorni dell’evento GO! dedicato alla gioventù francescana d’Europa e del mondo. Dopo la Festa del Perdono di Assisi del 2 agosto, tappa finale della 44° marcia francescana, quattro giorni di condivisione e gioia.
La serata di apertura del 3 agosto nella Piazza inferiore di San Francesco si è composta di musiche e balli, testimonianze e meditazioni. Monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi, ha invitato i partecipanti a vivere fino in fondo la propria vocazione, tracciando la linea che dal Capitolo delle Stuoie del 1221, in cui venne definita la Regola francescana, porta agli incontri ancora fruttuosi di oggi.
Il 4 e il 5 agosto, i 2500 giovani hanno partecipato a nove workshop tematici, distribuiti nei principali luoghi francescani tra Santa Maria degli Angeli e il centro di Assisi. Arte, società e spiritualità si sono intrecciate secondo modalità nuove e feconde. Da “sorella economia” al “cantico di frate Sole”, per poi toccare “pace e periferie”, fermarsi a riflettere sui “tre voti di Francesco”, o su come “narrare la verità” ai nostri giorni. E molto altro ancora. Tra gli speaker, l’attore Jacopo Trebbi recentemente intervistato da Città Nuova, fra Francesco Piloni, il giornalista de Le Iene Alessandro Sortino e il saggista Franco Nembrini.
Il 4 agosto, “giorno dell’ascolto”, gli speaker hanno tenuto delle conferenze, lasciando spunti di riflessione e di condivisione, mentre il 5 agosto, accompagnati dalle équipe dello staff, hanno proposto attività laboratoriali per ancorare ogni tematica toccata alla vita quotidiana e alle relazioni di tutti i giorni. In questa seconda giornata, da ogni workshop sono emerse collettivamente alcune parole chiave. Paure, speranze, bellezze. Tutti elementi inseriti nella stesura della Carta del Missionario, primo frutto tangibile e collettivo del GO!
«Per me è stato molto bello incontrare persone che condividono la mia stessa fede» – afferma Rafael, ventenne portoghese –. La maggior parte dei workshop mi ha aiutato a conoscere meglio la storia del Cattolicesimo e a riflettere su alcuni aspetti importanti della mia fede, che ho ritrovato da poco».
La mattina del 6 agosto, prima della Santa Messa presieduta da papa Leone XIV, la Carta del Missionario è stata letta in italiano e in inglese a Santa Maria degli Angeli, simbolicamente consegnata al pontefice e alla città di Assisi in ascolto dal sagrato.

Leone XIV con i giovani francescani ad Assisi (ANSA, PHOTO, TOEPA)
Anche Papa Leone, nell’omelia, ha sottolineato il carattere missionario dell’evento: «Il titolo del vostro incontro – Go! – è una missione, un invio su strade di cui non abbiamo le mappe, perché si aprono ascoltando il cuore, obbedendo allo Spirito, seguendo il Risorto dove ha voluto precederci. Go! Andate! O meglio ancora: andiamo! Let’s go! Ai margini, dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio».
«Il momento più forte per me è stata la testimonianza di fra Paolo Maria Braghini, missionario in Amazzonia, che mi è arrivata un po’ come una chiamata – racconta Laura, di 26 anni –. Ci ha esortato con entusiasmo: ‘Diventate missionari di Gesù! Ma diventatelo tanto!’».
Pietro, 28 anni, racconta che questi giorni vissuti ad Assisi gli hanno ricordato che nella vita non può accontentarsi di poco, ma può e deve puntare in alto, alla piena felicità. «E non sono solo in questo cammino, ma lo condivido con molti altri giovani come me. L’avventura di tutti noi è questa: essere una schiera innumerevole di nuovi santi! Lo stesso papa Leone ce lo ha ricordato: ‘Oggi l’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi: osate credere nella parola del Vangelo, diventate umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciate sorella povertà!’».