Il prossimo 4 ottobre ricorreranno gli 800 anni dalla morte del poverello di Assisi, San Francesco, patrono d’Italia. «Nel grande affresco della storia della Chiesa – afferma il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore – Francesco d’Assisi occupa un posto di assoluto rilievo». Considerando che lo Spirito Santo «in ogni tempo suscita nella Chiesa i carismi di cui essa ha bisogno per rinnovarsi dall’interno», «possiamo riconoscere che è lo Spirito il vero protagonista della vicenda francescana, e Francesco il suo docile strumento». «Francesco d’Assisi. È per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato» affermò papa Bergoglio al momento di spiegare la scelta del nome Francesco. De Donatis lo ricorda nella prefazione al libro Francesco, i carismi semplici (edizioni RnS) di Francesca Cipolloni, responsabile dell’Ufficio stampa del Rinnovamento nello Spirito a Roma. Nel testo si guarda a san Francesco attraverso la lente di quattro carismi: pace, povertà, fraternità ed ecologia. Proprio gli stessi, ricorda il cardinale, che affascinarono Jorge Mario Bergoglio.

Copertina del libro “Francesco, i carismi semplici” di Francesca Cipolloni, edizioni RnS
I carismi che più identificano san Francesco sono sicuramente la pace e la povertà. «La pace francescana – sottolinea De Donatis -, non è semplice pacifismo sentimentale: è prima di tutto dono di Dio, che richiede poi di essere irradiato attraverso la partecipazione operosa di ciascuno. “La pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno”, ci ricorda papa Leone XIV».
Il poverello di Assisi, che si spogliò letteralmente di tutti i suoi averi, ci ricorda poi – secondo De Donatis – che «la povertà francescana non è un ideale ascetico di autopunizione, né mero disprezzo del mondo: è la condizione che svuota l’uomo di sé, per riempirlo di Dio. La povertà è abbracciata e amata da Francesco perché libera da ogni cupidigia e sicurezza terrena che non sia la dipendenza filiale dalla Provvidenza. Lo Spirito, infatti, non può operare in un cuore appesantito dal possesso».
E poi ancora la fraternità, diventata poesia con il Cantico di Frate Sole. Una fraternità che, afferma De Donatis, «porta ad amare con affetto materno, a essere misericordiosi, a coltivare la bontà e la gioia, considerando tutti gli esseri umani come fratelli e sorelle, perché figli dello stesso Padre». Una fraternità che consente di amare ogni persona «al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita». E, ancora, l’ecologia: «il Magistero recente – sottolinea il penitenziere maggiore – ha riconosciuto come in san Francesco, esempio per eccellenza di ecologia integrale, «si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore».
Il libro Francesco, i carismi semplici, spiega Francesca Cipolloni, nasce nell’ambito dell’Anno Giubilare Francescano, con il fine di riscoprire aspetti “inediti” del modello di santità di Francesco, raccontandone sia i tratti carismatici che ne hanno scandito il passaggio su questa terra, sia il messaggio che ancora oggi la sua spiritualità suscita». La scelta delle quattro parole-chiave, poi, aggiunge l’autrice, «sgorga dall’intento di fornire ai lettori un piccolo, significativo e, per quanto possibile, non banale contributo che, al di là del contenuto storico-culturale, possa dare utili spunti di riflessione e di evangelizzazione. Sono pagine rivolte, pertanto, a chi desidera approfondire il legame che univa il cammino e l’esempio dell’uomo Francesco allo Spirito, da lui ritenuta autentica forza che può convertire il cuore alla sequela di Cristo».
Come aggiunge nella prefazione De Donatis, «lo Spirito Santo, che un tempo accese in san Francesco i suoi carismi, vuole ancora oggi ispirare i cuori di chi è disposto ad ascoltarlo. La memoria di un santo, distante da noi nel tempo ma vicinissimo all’esperienza dell’uomo e della donna di ogni epoca, può realmente diventare eredità viva per il presente e valido strumento di evangelizzazione».
Dopo la presentazione avvenuta a Bologna nei giorni scorsi, il libro sarà illustrato anche a Roma, alla presenza – tra gli altri – del presidente di Rinnovamento nello Spirito Giuseppe Contaldo, sabato 14 novembre presso la Libreria San Paolo a San Giovanni in Laterano. Il 12 dicembre, invece, sarà presentato ad Assisi, presso l’Hotel Monastero Sant’Andrea.
