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Cultura > Cinema e serie Tv

Un medico in Famiglia 7

di Paolo Balduzzi

- Fonte: Città Nuova

Trasformazioni nella serie "più amata dagli italiani". L’uscita di alcuni personaggi ha alterato modelli e impianto narrativo, ma non basta l’empatia per garantire il successo

Logo della fiction Un medico in famiglia

E’ tornata su Raiuno la famiglia “più amata dagli italiani”. Eppure la settima serie di Un medico in famiglia non assomiglia né alla Carrà, né alla Cuccarini, e nemmeno alle cucine Scavolini. Le due showgirls e l’azienda marchigiana, pur con le necessarie evoluzioni, sono rimaste sempre fedeli a sé stesse, simboli della genuinità del “fare” italiano, nello spettacolo così come nell’industria mobiliera. La serie interpretata da Giulio Scarpati assomiglia invece più a Ridge e a Brooke, a quelle storie un po’ inverosimili che le soap operas incarnano così bene.

 

E’ il 6 Dicembre 1998 quando la famiglia Martini inizia le sue avventure su Rai Uno. La storia è quella di un medico della Asl, Lele Martini, vedovo con tre figli, che si trova a gestire una famiglia particolare insieme al padre, una simpatica colf, la cognata, e gli amici. E’ un successo strepitoso, dovuto in parte alla proposta di un modello di famiglia critico ma positivo, e comunque abbastanza fedele alla realtà, e in grado di creare quell’empatia tanto necessaria al successo di un prodotto da lunga serialità.

 

Alla prima serie è seguita la produzione delle successive che hanno mirato a cavalcare più l’onda emotiva dei successi ottenuti in precedenza, soprattutto da alcuni personaggi di indiscussa simpatia come Nonno Libero e Cettina, interpretati da Lino Banfi e Lunetta Savino, ma lasciando fiacco il resto del soggetto che si è sviluppato allontanandosi dal modello iniziale. L’uscita di scena di Banfi e Savino ha indebolito notevolmente l’impianto narrativo, con l’ingresso di tutta una serie di altri personaggi da riciclo che non convince per niente.

 

Oggi ci ritroviamo con un redivivo Lele Martini, vedovo e poi separato con cinque figli, con un padre che ha sposato la sua prima suocera e se n’è andato, con una figlia, a sua volta vedova, che ha sposato il suo sostituto alla Asl quando lui ha deciso di andarsene in Australia con la sorella della prima moglie, madre dei suoi ultimi due figli, e a sua volta figlia della moglie di suo padre.Ci avete capito qualcosa? Io no. L’unica cosa certa è che tanti dei personaggi sono medici e amici di famiglia, tanto per giustificare il titolo della serie, che non ha più ragione d’essere.

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