Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Cinema

Il prezzo del potere

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Governance – Il prezzo del potere, opera seconda del registaMichael Zampino racconta quanto sia difficile la ricerca della verità quando quest’ultima interferisce con gli interessi economici e personali. Tra i protagonisti Massimo Popolizio, Vinicio Marchioni e Sarah Denys.

Come è seduttivo il denaro e quale potere sappia offrire. Da sempre è una sorta di attrazione fatale per l’uomo. Ne parla con stile diretto e scarno l’opera seconda di Michael Zampino, una produzione italo-francese girata a Roma, Governance –Il prezzo del potere , in uscita il 12 aprile su Amazon Prime video.

Renzo Petrucci (Massimo Popolizio) è il direttore generale di un gruppo petrolifero con contatti internazionali. Scaltro, senza scrupoli, assetato di potere, viene indagato per corruzione ed estromesso dalla compagnia. Crede che sia stata la nuova manager Viviane Parisi (Sarah Denys) a rovinarlo e non si dà tregua per meditare la sua vendetta. Coinvolge nel progetto un povero meccanico, ex carcerato, Michele Laudato (Vinicio Marchioni) che gli deve tutto. L’uomo, nonostante tutto, ha scrupoli di coscienza perché Renzo non si ferma dinnanzi a niente, neanche alla morte. Astutamente riesce a rientrare nella compagnia, a dirigerla ma la polizia indaga. La verità degli eventi egli cerca di nasconderla, ma la situazione gli sfugge di mano.

Parabola secca e dura, senza alcun compiacimento retorico, il film poggia sulle spalle di due grandi attori, Popolizio, protagonista sulfureo e mefistofelico, e Marchioni, ingenuo e semplice, circondati da un cast di tutto rispetto. La narrazione procede per quadri rapidi fra la periferia romana e gli ambienti dirigenziali, puntando sugli interni con una luce spesso avvolta dall’ombra a creare luoghi di ambiguità e di tensione. Un nervosismo sottotraccia attraversa come una sotterranea corrente elettrica il racconto, ed il regista scava con tocchi veloci nella psicologia dei personaggi, specie del protagonista i cui cambi di umore e di pensiero sono resi palpabili dalla mimica essenziale di Popolizio. Egli delinea alla perfezione il ritratto dell’avidità e del potere, il successo che deriva dal denaro e fa sentire l’uomo onnipotente. Ma anche l’inganno e la fragilità che vi sta sotto e il timore, soprattutto, della imprevista comparsa della verità.

 

 

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876