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Persona e famiglia > Basket

Sergio Scariolo sul tetto del mondo

di Giorgio Tosto

- Fonte: Città Nuova

L’allenatore bresciano, classe 1961, corona un’annata da record con la conquista del titolo mondiale alla guida della nazionale spagnola: l’ennesimo trionfo di Mister Vittoria

Non erano i favoriti ma, alla fine, hanno arpionato un oro insperato a inizio manifestazione. La Spagna, nella finalissima giocata ieri a Pechino, ha domato l’Argentina di Luis Scola 95-75 al termine di una prova magistrale. È la vittoria dei record, soprattutto per due grandi uomini. Il primo è Marc Gasol che, assieme a Rudy Fernandez, era l’unico giocatore presente nel trionfo iridato del 2006: il cestista catalano, classe 1985, è il secondo atleta di sempre a vincere la Nba (con i Toronto Raptors) e il Mondiale nello stesso anno, dopo Lamar Odom nel 2010. Una caratteristica che lo accomuna al secondo, grande protagonista del successo di ieri: anche Sergio Scariolo, tecnico delle Furie Rosse, ha infatti preso parte alla splendida cavalcata dei Raptors nelle vesti di assistant coach di Nick Nurse.

Un’annata memorabile, quella dell’allenatore nato a Brescia nel 1961. Il capolavoro contro l’Argentina va infatti ad arricchire un palmares che lo proietta di diritto nel gotha dei tecnici a livello planetario. La sua avventura da coach è speciale sin da subito: inizia a soli 28 anni, quando diventa tecnico della Scavolini Pesaro conquistando lo scudetto già alla stagione di debutto. Quindi arriva la sfortunata avventura con la Fortitudo Bologna, con una finale per il tricolore persa contro Milano. Il trasferimento che segnerà la sua carriera è quello del ’97, in Spagna. Con Tau Vitoria prima e Real Madrid poi conquista Coppa del Re e campionato, ricoprendo anche il ruolo di direttore generale del club blanco.

La terza tappa in terra iberica di Scariolo è a Malaga, dove arriva un’altra Coppa del Re e un campionato, tra 2005 e 2006. Il Khimki Mosca è solo un intermezzo prima dell’inizio della sua lunga avventura alla guida della nazionale spagnola, nel pieno della sua generazione d’oro. Le vittorie agli europei 2009 e 2011 fanno da antipasto all’argento Olimpico di Londra 2012, al cospetto di un team Usa inarrivabile. L’esperienza all’Olimpia Milano non è fortunata, così per lui si riaprono le porte della selezione spagnola: il 2015 è l’anno della sua terza vittoria all’Europeo. Un record incredibile, a cui si aggiunge il prestigioso bronzo delle Olimpiadi di Rio 2016.

Il suo percorso, poi, ci riporta a questo leggendario 2019. Un anno fa Scariolo decide di rimettersi in discussione, accettando di svolgere il ruolo di vice allenatore di Nick Nurse ai Toronto Raptors. Una scommessa come sempre vincente, dato che al termine di una serie di finali epica, il team canadese conquista il suo primo titolo Nba della storia battendo i campioni in carica dei Golden State Warriors. Quindi, l’alloro iridato di ieri: Scariolo è il primo tecnico italiano ad aggiudicarsi un Mondiale. Le sue parole al termine della sfida all’Argentina sono tutte per la sua squadra: «Posso solo essere orgoglioso di quello che abbiamo fatto. Non eravamo la squadra con più talento, ma abbiamo lottato e i giocatori non hanno mai perso la fiducia in quello che stavamo facendo, anche nei momenti più difficili».

«Il basket – prosegue il tecnico – li ha ricompensati con un premio che meritano davvero. Sapevamo che quella era la nostra arma vincente: giocare di squadra, passare il pallone, avere ogni giocatore che raggiunge il suo picco di rendimento in difesa. Sappiamo che in queste condizioni possiamo competere con tutti: qui in Cina abbiamo battuto tutti. Perché sappiamo che parte della nostra identità è proprio quella di essere una squadra. Ho a disposizione grandissimi giocatori, ma sono tutti prima di tutto dei veri uomini squadra». Il gruppo prima di tutto: un insegnamento alla cui base ci sono tutti i successi di Mister Vittoria

 

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