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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

“Hammer time is back”: la prima in rosso di sir Hamilton

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Torna a Barcellona la modalità “Hammer time” di sir Lewis Hamilton che, sul circuito rivelatore del Mondiale, spezza il digiuno di vittorie personale e del team di Maranello

Il pilota britannico Lewis Hamilton della Scuderia Ferrari, primo classificato, festeggia con il trofeo sul podio dopo il Gran Premio di Formula 1 di Barcellona-Catalunya, sul circuito di Barcellona-Catalunya a Barcellona, ​​Spagna, il 14 giugno 2026. EPA/SIu Wu

Lewis Hamilton domina e vince il GP di Catalunya in Barcellona. È il suo primo trionfo da quando indossa la tuta rossa ed è anche il primo della squadra dall’ultima vittoria di Sainz jr in Messico. Il Sir è tornato e a Maranello tutti – lo sfortunato Charles compreso – possono ricominciare a sognare.

La gara e il digiuno spezzato

Dopo una serie di weekend altalenati per le rosse, il finesettimana spagnolo si apre con la consapevolezza di aver trovato qualcosa in più nella macchina. Consapevolezza che diventa quasi certezza durante le qualifiche, quando le rosse dimostrano di esserci per la lotta alla pole. Lotta conclusa, poi, al muro Charles Leclerc durante un giro in cui stava cercando di fare qualcosa di diverso in curva 4 e alla prima fila per Hamilton, in mezzo alle due Mercedes di Russell e Antonelli, separato da solo qualche millesimo dalla prima posizione in griglia.

Allo spegnimento dei semafori tutto fila abbastanza liscio: Charles Leclerc recupera subito tre posizioni e si porta fino alla settima, Russell tiene la posizione su Hamilton, mentre Antonelli è insidiato da Norris. L’inglese della Mercedes trova subito un grande ritmo, mentre Lewis soffre un po’ con la mescola più morbida. Motivo per cui, al giro 12, rompe gli indugi delle soste con Russell che lo segue a ruota e via via tutti gli altri. La situazione resta più o meno invariata fino al giro 28, quando riparte il valzer ai box: ancora Hamilton il primo a fermarsi, ma stavolta le due frecce d’argento restano fuori con Antonelli che si avvicina clamorosamente a Russell. Al giro 37 fanno pit-stop in successione anche le due Mercedes. Hamilton resta leader del Gran Premio e, al giro 41, il 7 volte iridato approfitta della Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Alonso per ripartire davanti alle Mercedes con un pit stop in più e trionfare in solitaria. Da questo momento in poi, Lewis entra in modalità “Hammer time” arrivando a guadagnare un secondo a giro su Russell e Antonelli.

Solo il colpo di scena a 5 giri dalla fine con gli improvvisi ritiri di Kimi Antonelli (secondo dopo aver superato il compagno di squadra) e di Charles Leclerc (risalito fino alla sesta posizione) distolgono per un attimo l’attenzione dal 7 volte iridato che trionfa in un podio tutto british davanti a Russell e Norris. Quarto posto per Verstappen, davanti a Piastri e Hadjar. A chiudere la top ten Gasly, Colapinto, Lawson e Lindblad.

La prima vittoria di Hamilton con la Ferrari è un capolavoro assoluto: non sono solo i 25 punti in classifica. Questa vittoria è un successo che spezza un digiuno, una maledizione durata tanto, troppo; un trionfo che cancella mesi di problemi, dubbi e frustrazioni e restituisce speranza a un popolo intero: il popolo Ferrari. A Barcellona, davanti a migliaia di tifosi in delirio e a milioni di appassionati collegati da tutto il mondo, Lewis Hamilton ha regalato alla Ferrari una giornata destinata a entrare nella storia recente della Formula 1. A 30 anni di distanza dalla prima vittoria di Michael Schumacher in Ferrari (GP di Barcellona 1996), il 7 volte campione del mondo vince la sua prima gara in rosso, riportando il Cavallino Rampante alla vittoria dopo un digiuno lungo ben 34 gare, dal trionfo di Carlos Sainz jr a Città del Messico il 27 ottobre 2024. La Rossa torna a esultare a Barcellona e, anche se adesso la vera sfida sarà confermarsi, oggi, il rombo della speranza è più forte che mai a Maranello.

«Grazie ragazzi, forza Ferrari»

Speranza a Maranello ma sogni ed emozioni anche, e soprattutto, per uno che la speranza non l’ha mai persa: sir Lewis Hamilton, simbolo di resilienza e di chi ha fatto del motto “Still I rise” un modo di vivere fuori e dentro la pista.

La gioia è infinita dopo la bandiera a scacchi: tutti gli uomini in rosso e gli avversari in pista corrono ad abbracciare il pilota 41enne di Stevenage. Anche il leader del Mondiale, un delusissimo Kimi Antonelli che ha perso suo malgrado 18 punti negli ultimissimi giri, lascia da parte la delusione per abbracciarlo al suo arrivo. E il sir, dal canto suo, non trattiene l’emozione: inizia a piangere alla fine dell’ultimo giro quando grida via radio: «Ciao ragazzi, grazie a tutti a Maranello, mi avete aiutato a raggiungere questo sogno. Forza Ferrari!», e non la smette neanche al momento della cerimonia sul podio. Una gioia, un’emozione condivisa da tutto il team Ferrari – Charles, seppur deluso, incluso –, che esulta sfrenato come non accadeva davvero da troppo tempo.

Un’emozione indicibile per tutti, anche per un uomo che è ormai leggenda perché Lewis Hamilton a 41 anni, 5 mesi e 7 giorni torna a vincere in Formula 1 e lo fa dopo un digiuno di quasi due anni: l’ultima vittoria “sul campo” risale, infatti, al 7 luglio 2024 quando conquistò il GP di Silverstone davanti a Max Verstappen. La vittoria a Barcellona spezza, inoltre, anche un altro digiuno: sono serviti, infatti, ben 13 anni alla Ferrari per tornare sul gradino più alto del podio a Barcellona dal lontano 2013 quando, l’ultimo a riuscirci era stato il padrone di casa Fernando Alonso. La vittoria numero 106, poi, porta il pilota più vincente della storia a diventare il primo a poter vantare almeno un successo con Ferrari, Mercedes e McLaren, i tre team più vincenti nella storia.

Qui non si parla solo di numeri, ma di emozioni. Il matrimonio con Ferrari, visto da molti come un colpo di marketing sta finalmente, dopo una stagione di problemi, dubbi e delusioni, portando i suoi frutti e questo, per Hamilton è un sogno che si realizza. «Quando ero piccolo sognavo di vincere con la Ferrari. Mi chiedevo sempre cosa significasse vincere con questa macchina». E ora, Lewis, lo sai: vincere con la Ferrari è un’emozione unica. E, quindi, così come avevi promesso in silenzio a Charles dopo quello sguardo alla fine della stagione 2024, prendi questa bella squadra sulle tue spalle e portala in alto, anche perché, a –45 dalla vetta del Mondiale, è lecito sognare.

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