Dopo la pubblicazione dell’enciclica Laudato Sì ( 2015) il concetto di Ecologia integrale si sta facendo sempre più strada. Ma non sarà inutile rimetterne a fuoco il significato per riuscire a coglierne sempre di più le conseguenze. Il termine ecologia deriva dal greco oikos (casa) e logos (discorso), ovvero discorso sulla casa. Una casa che, per estensione, diventa la nostra casa comune: il pianeta Terra.
In ambito scientifico, l’ecologia è considerata la branca della biologia che studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente che li circonda. In realtà l’ecologia moderna non separa drasticamente gli organismi dall’ambiente. Al contrario, il nucleo dell’ecologia è l’ecosistema, inteso come un’unità funzionale in cui i fattori biotici ( organismi viventi) e abiotici (luce, acqua, suolo, aria) sono indissolubilmente legati.
Proviamo a confermarlo partendo da un immagine : una boccia con un pesciolino rosso davanti alla quale c’è un bambino. Qual è l’ambiente per il pesciolino? È evidente. Lacqua, l’aria, il contenitore ma anche il bambino che lo sta guardando. E, per il bambino che guarda il pesciolino, qual è l’ambiente? Il pesciolino, la boccia, l’aria e tutto il resto. Ora chiediamoci: il bambino può influire in qualche modo sul pesce? La risposta è evidente: si. Può nutrirlo, cambiargli l’acqua ma anche trascurarlo.
E il pesciolino può influire su di lui? Prima di rispondere pensiamoci un attimo. Se avessimo preso in considerazione un cagnolino tutti avremmo detto subito sì, ma con il pesciolino racchiuso in una boccia e apparentemente incapace di comunicare e di entrare in contatto fisico con noi, forse ci viene spontaneo dire no.
Eppure lui è in grado di suscitare in me delle emozioni, di distrarmi, di strapparmi un sorriso, di spingermi a prendermi cura di lui. Quindi influisce senz’altro su di me come del resto anche elementi naturali invisibili come l’aria, che permette a me e al pesce di respirare.
Da qui emerge un principio fondamentale: l’ambiente è un sistema complesso di relazioni in cui tutto è connesso e una cosa influisce sull’altra. Piante, animali, esseri umani e mondo inorganico non sono elementi separati, ma parti di un unico equilibrio dinamico.
Non esistono azioni isolate. Ogni scelta — anche la più piccola — si inserisce in una rete di relazioni che collega natura, mondo animale e vegetale, esseri umani e società. È proprio questa rete che l’ecologia integrale ci invita a riconoscere e custodire.
E il cuore del messaggio di papa Francesco, nella sua lettera enciclica sulla cura della casa comune, è proprio questo: tutto è collegato. «Non può essere autentico un sentimento di intima unione con gli altri esseri della natura, se nello stesso tempo nel cuore non c’è tenerezza, compassione e preoccupazione per gli esseri umani. È evidente l’incoerenza di chi lotta contro il traffico di animali a rischio di estinzione, ma rimane del tutto indifferente davanti alla tratta di persone, si disinteressa dei poveri, o è determinato a distruggere un altro essere umano che non gli è gradito. Ciò mette a rischio il senso della lotta per l’ambiente. Non è un caso che, nel cantico in cui loda Dio per le creature, san Francesco aggiunga: «Laudato si, mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore». Tutto è collegato. Per questo si richiede una preoccupazione per l’ambiente unita al sincero amore per gli esseri umani e un costante impegno riguardo ai problemi della società.(LS 91)
La scienza conferma questa visione interconnessa. Abbiamo già parlato in un altro articolo dell’ecologa Suzanne Simard, che ha dimostrato che gli alberi non vivono isolati, ma comunicano tra loro attraverso una rete sotterranea di funghi che consente, per esempio, all’abete di fornire il carbonio alla betulla, quando questa si trova allombra, nellimpossibilità di fare la fotosintesi clorofilliana.
Un’altra legge naturale che può ispirarci è quella dei vasi comunicanti scoperta da Stevino: un liquido versato in contenitori collegati, raggiunge lo stesso livello in ciascuno di essi, indipendentemente dalla forma o dalla dimensione dei vasi.
Per analogia, se consideriamo l’umanità come un unico sistema interconnesso, ogni nostro sforzo personale può fare la differenza. Anche se oggi il livello sembra drammaticamente basso a causa di guerre e ingiustizie, non siamo isolati: ogni atto di solidarietà, di attenzione, di pace compiuto nel nostro piccolo fluisce verso gli altri e può contribuire a innalzare il livello di umanità dell’intero pianeta.
E in questa visione si fa modello san Francesco, un vero esperto delle quattro relazioni che ogni essere umano può coltivare con gesti di cura: la relazione con Dio, con gli altri, con se stesso e con il creato.
Come ben sottolineato nella Laudato Sì: «Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. E il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani (…) Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, limpegno nella società e la pace interiore».(LS 10)
Questo è il messaggio da fare proprio: tutto è collegato. E ciascuno di noi, con i suoi gesti di cura, può contribuire ad innalzare il livello di umanità del mondo. La sfida è gareggiare su chi ne compie di più. E magari domani ci sveglieremo con la buona notizia che almeno una delle guerre in corso è cessata.
