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Cultura > Serie Tv

Ted Lasso, la partita continua

di Edoardo Zaccagnini

- Fonte: Città Nuova

La quarta stagione riporta “Ted Lasso” sulla panchina del Richmond, stavolta al femminile. Un ritorno nel segno dell’ironia, della tenerezza e di quella bontà imperfetta che continua a trasformare chi gli sta intorno

Tanya Reynolds, Jason Sudeikis e Brendan Hunt in “Ted Lasso,” ora in streaming su Apple TV. Fonte: Apple TV Press.

L’allenatore di calcio Ted Lasso è tornato, per la quarta volta su Apple TV. E con lui la persona vera e gentile che è, il suo cuore aperto sull’altro, sempre oltre la sua superficie. Ted Lasso è tornato con la visiera, il baffo e lo sguardo bonariamente radiografico, sulle ferite e sugli antichi perché del prossimo. È di nuovo a bordo campo, con la tuta e la sensibilità carica di leggerezza, affabilità e simpatia. È animato dallo stesso desiderio e inclinazione per partecipare attivamente al bene di chi incontra, con la sua, inguaribile e spassosa, passione per le citazioni e la fragilità di fondo che si tramuta in empatia e tenerezza.

Ted Lasso, dopo il ritorno negli States al tramonto della terza stagione, ha ripreso ad allenare il Richmond, ma stavolta quello femminile, delle donne ed è per lui un mondo nuovo, interessante. Cambia tutto e cambia poco, però, perché anche con le calciatrici, l’adorabile coach sui generis (interpretato da Jason Sudeikis, anche ideatore della serie con Bill Lawrence) adopera il suo talento umano e quella saggezza di fondo che avevamo conosciuto dall’inizio, su un volo dall’America per l’Inghilterra: «Accettare una sfida è un po’ come andare a cavallo − diceva − se mentre lo fai sei tranquillo, lo stai facendo male». Su quell’aereo viaggiava perché la neopresidente del AFC Richmond Calcio − squadra immaginaria di Premier League inglese − l’aveva optato come allenatore. Scelta discutibile, bizzarra; intuizione surreale, visto che Lasso, eponimo della serie Apple Tv, di calcio non sapeva nulla e negli States aveva vinto un campionato di football americano, per altro di seconda divisione!

Il mistero rapidamente si spegneva e si spiegava con la malinconica vendetta della presidente, Rebecca Welton, divorziata dal marito Rupert, arrogante ex proprietario del club. «Lui ha amato una sola cosa nella vita − confessava − questo club, e Ted Lasso mi aiuterà a raderlo al suolo». Meravigliosamente si sbagliava, perché il neofita allenatore avrebbe presto modificato l’animo di lei e di tanti altri intorno alla squadra. Calciatori e collaboratori, divenuti spesso personaggi robusti, coi loro chiaroscuri a tratti toccanti, in questa serie comedy, in fondo più sulla vita che sul calcio. La stessa Rebecca è ormai colonna portante di Ted Lasso, con le sue contraddizioni passate al metal detector da lei stessa, certamente contagiata dal fare educativo, prima che tecnico, del delizioso Ted. Il cui sguardo è sempre sul mondo prima che sul campo: in una puntata della quarta stagione (distribuita un episodio alla settimana, il mercoledì, dal 5 agosto al 7 ottobre) lo ammette chiaramente, quando una calciatrice gli dice di preferire la vita al calcio, e lui annuisce fino quasi ad esultare.

Robyn Cullen, Rex Hayes, Gabrielle Dieujuste, Aisling Sharkey, Paris Grant, Rẹmi Shorunke-Samuel, Mercedes Assad, Terri Olejnik, Annelise Heywood, Faye Marsay, Sapphire McIntosh, Abbie Hern, Elizabeth Falola e Shannon Hayes in “Ted Lasso,” ora in streaming su Apple TV. Fonte: Apple TV Press.

Per questo motivo, è sempre sottilmente paterno, umile maestro di vita prima che mago degli schemi. Osservatore delle anime, tutte, presto o tardi, bisognose, a partire da lui stesso, mai sul piedistallo, solo pronto a offrire piccoli sentieri nuovi, conosciuti con le esperienze e le emozioni vissute. Il successo, per esempio, per Ted «non è vincere o perdere ma fare in modo che i ragazzi diano il meglio di loro stessi dentro e fuori dal campo». Spiega, con l’agire, il piacere del bene fertile a scapito di quello sterile del livore. Tifa il “noi” e a un calciatore forte, nelle passate stagioni, diceva: «Sei talmente convinto di essere il migliore su un milione, che in campo dimentichi di essere uno su 11. Se riesci a trasformare quell’io in un noi, non ti ferma più nessuno».

Non teme l’onestà, Ted Lasso, e crede nelle seconde occasioni. Interpreta con sapienza gli errori altrui, perché possono aiutarlo ad affrontare i suoi e i sentimenti dolorosi che prova per l’antico e complesso rapporto con suo padre, per un matrimonio finito e un figlio che soffre. Si chiama Henry e Ted sospende un allenamento quando sente la sua voce a bordo campo. Per lui torna in America, salvo poi, in questa nuova stagione, portarlo in Inghilterra con sé, a condividere la cultura del passaggio guidata dall’altruismo, dalla speranza e dal balsamo dell’ironia vivace. Quest’ultima, insieme a una certa malinconia, alla sana complessità e alle gustose gag, armonizza l’abbondante dolcezza del protagonista e umanizza la sua bontà a rischio iperglicemico.

Grant Feely e Andrea Anders in “Ted Lasso,” ora in streaming su Apple TV. Fonte: Apple TV Press.

Poi c’è il campo di calcio, certo, con le azioni (maschili e femminili) da sempre insidiose nel cinema su questo sport. Sono eseguite in modo credibile, anche se sempre, tra un tiro e una parata, un goal o un fallo subito, si pone la “missione” umana di Ted, la sua inguaribile tendenza a far sbocciare vite incastrate, a innaffiarle col suo modo spontaneo di stare al mondo. La destinataria principale di questa nuova stagione, sembra essere Alice Chilton, la vice allenatrice da tutti etichettata come “faticosa”. Ovviamente Lasso inizia a lavorarci su, circondato dai comprimari contagiati, spesso divertenti anche se a volte portatori di un verbale troppo esplicito, evitabile nella ripetizione abbondante di vocaboli non proprio eleganti. Ecco, l’unico consiglio, a una serie ricca di buoni contenuti, sarebbe questo.

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