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Cultura > Fotogallery

Numeri record per la Festa del vino di Castelvenere

di Luigia Coletta

- Fonte: Città Nuova

Una manifestazione sempre più seguita e partecipata nel Sannio giunta alla 44esima edizione

Dal 19 al 23 agosto il borgo di Castelvenere, in provincia di Benevento, si è fatto capitale della cultura enogastronomica del Sannio. La Festa del vino, organizzata dall’amministrazione comunale e dalla Pro Loco, ha attirato quest’anno visitatori non solo dalla provincia, ma da tutta Italia registrando il sold out: nella sola giornata di sabato 22 agosto hanno “invaso” il Comune in 20 mila, costringendo il Comando della polizia municipale a chiudere gli accessi al paese.

Quale il motivo di tanto successo? Sicuramente l’ottima organizzazione e le attività proposte, ma più di tutto la capacità di valorizzare un territorio che ha la superficie coltivata a vino più grande del Sud Italia, non per altro Castelvenere è stato definito “il Comune più vitato d’Italia” − circa 900 ettari di vigne, su un superficie complessiva di 1.520 ettari –, che offre un’altra particolare caratteristica, quella delle cantine tufacee. Immaginate delle vere e proprie grotte, oltre 30, scavate sotto le abitazioni dove la temperatura fresca d’estate e tiepida d’inverno costituisce una garanzia per la fermentazione, l’affinamento e la conservazione del vino.

E proprio le cantine tufacee hanno offerto l’ambientazione ottimale per la presentazione di tutte le etichette protagoniste della Festa del vino. Dislocate tra i vicoli del borgo, consentivano di assaporare non solo la bontà dei vini ma anche la bellezza del centro storico. Passeggiare di cantina in cantina fino alla torre di Venere per ammirare il panorama che si apre su distese di vigneti è stata un’esperienza che meritava il viaggio.

Il kit degustazione da acquistare all’ingresso del percorso prevedeva un calice di vetro e 6 tagliandi per l’assaggio dei vini, una produzione che qualitativamente ottima proprio grazie alla singolare mineralità dei suoli ricchi di tufo e argilla che donano ai vitigni freschezza e longevità. I principali sono Falanghina del Sannio, Barbera del Sannio (Camaiola), Aglianico, Fiano, e tutti hanno una struttura unica dovuta al suolo vulcanico e al clima ideale della Valle Telesina.

Ma non è consigliato bere senza mangiare! E Castelvenere non si fa parlare dietro sul cibo, proponendo nei vari stand una ricchissima scelta di prodotti a km zero, che andava dalla pasta e patate ai peperoni ripieni, da pizza e fritti agli struppoli, dal caratteristico ‘o pere e ‘o musso, un piatto di cibo da strada campano a base di frattaglie (piede di maiale e muso di vitello) bollite, servite fredde con sale e limone, alla tradizionale scarpella, piatto tipico del Carnevale di Castelvenere, una pasta bianca tipo mezzi ziti cotta al forno a legna condita con salsiccia, formaggi e uova.

Tutto è stato allietato dalla banda musicale di Castelvenere che si è gemellata e ha ospitato quest’anno la banda della città ungherese di Újfehértó, con tanto di majorettes. E poi come non parlare dei numerosi eventi culturali e musicali che hanno contribuito a valorizzare una manifestazione già di per sé prestigiosa? Dallo spettacolo musicale de “I Bottari”, che usano le botti come percussioni, ai laboratori di analisi sensoriali, dalle presentazioni di libri alla lettura di poesie in memoria di Raffaele Scetta, dal concerto del rapper CoCo al corteo storico medievale; per concludere ogni sera con i dj set ai piedi della Torre Venere fino a tarda notte.

Tutti i sensi sono stati appagati, non ci resta che aspettare il prossimo anno, teniamoci liberi per fine agosto e valorizziamo le eccellenze dei nostri territori!

Riproduzione riservata ©

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