Come riporta il sito indipendente Pagine Esteri, «Marwan Barghouti è stato ferito a una gamba da un proiettile di gomma sparato da una guardia carceraria israeliana».
Il leader palestinese è recluso nelle carceri israeliane dal 2002 nonostante una campagna internazionale che ne chiede il rilascio per il ruolo di pacificazione che potrebbe svolgere in Medio Oriente.
Nei territori sotto il controllo dell’Anp e a Gaza si dovrebbero tenere le elezioni legislative nel prossimo novembre 2026 mentre per il primo trimestre del 2027 potrebbero svolgersi le elezioni presidenziali rinviate più volte e che vedono in Barghouti un sicuro vincitore in grado di superare le divisioni interne ai palestinesi.
«Quello che sta succedendo a Marwan Barghouti è esattamente lo stesso che è successo a me», ha detto nel 2002 Nelson Mandela, considerato l’esempio di una strada percorribile anche nell’intricata questione israelopalestinese.
Come riporta il sito per la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, «Marwan è uno dei 10.000 prigionieri politici palestinesi – tra cui 350 bambini – che Israele detiene attualmente nelle sue prigioni. Di questi, più di un terzo sono detenuti amministrativi, incarcerati senza accusa né processo. La detenzione di massa dei prigionieri politici da parte di Israele è al centro del suo sistema di controllo sui palestinesi ed è in parte modellata sul sistema dei tribunali militari britannici, istituito per la prima volta nel 1937, sotto il mandato britannico della Palestina».
«Nel settembre 2025 – sottolinea Pagine Esteri – Barghouti è stato picchiato durante un trasferimento, riportando quattro costole rotte e ferite alla testa. Poche settimane prima, un video aveva mostrato il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir minacciarlo in carcere, mentre il leader palestinese appariva visibilmente debilitato».
Nelle foto Ansa alcune tra le manifestazioni in tutto il mondo che si sono svolte in oltre 20 anni di reclusione di Barghouti per la sua liberazione.
