Gli abitanti di Campobasso durante la giornata del Corpus Domini scendono per le strade o si affacciano ai balconi. Difficilmente si resta a casa durante uno degli eventi più affascinanti della città, la tradizionale sfilata degli “ingegni” dei Misteri, 13 per l’esattezza, una serie di rappresentazioni viventi sacre che in processione attraversano le vie del centro sostenute da gruppetti di forzuti volontari (tra i 12 e i 20 a seconda del peso del Mistero). Facciamo qualche esempio: il più leggero, quello che rappresenta san Rocco, pesa circa 340 kg e viene portato da circa 14 persone; il più pesante è quello di san Nicola, circa 600 kg di Mistero, ne servono almeno 20 di persone. Fanno delle soste molto spesso, lì scattano i due addetti agli “scannetti”, delle assi di appoggio per non mettere a terra tutta la macchina. Uno davanti e uno dietro danno tregua ai portantini per poi ritirare le due basi al grido divenuto popolare del caposquadra: “Uno, due, tre, scannett allert!”.
Partecipare da protagonista alla processione, sia come portantino che come personaggio del Mistero, è un grande orgoglio per ogni campobassano, ci sono delle selezioni da passare, non è scontato che vengano scelte le persone dell’anno precedente, anche per dare la possibilità a più gente di fare questa esperienza. Arrivano le candidature entro Pasqua, a decidere è l’Associazione del Museo dei Misteri, ma chi sale sulla macchina lo saprà solo una o due settimane prima della festa.
Sono in tanti a lanciare qualche caramella sugli ingegni perché sono molti i bambini coinvolti, forse costituiscono la curiosità più particolare della manifestazione, posizionati in alto come puttini per lo più, dondolano sospesi in aria, imbracati alle grandi strutture di ferro di ogni Mistero. E poi c’è l’attrazione di chi impersona il diavolo sul Mistero di sant’Antonio Abate, che tenta la giovane donna seduta davanti a lui: “Tunzella tunzella, vietenn vietenn” (donzella donzella, vieni con me vieni con me). La mimica facciale del diavolo deve essere impeccabile anche perché durante le pause non di rado interagisce con gli spettatori a suon di smorfie e linguacce e colorando di nero il viso di piccoli e grandi.
I Misteri sono tutto questo e molto di più, sono la messa nel piazzale del Museo celebrata dal vescovo, sono la banda che accompagna la processione, sono gli stand di gastronomia e artigianato molisano, sono i concerti la sera in piazza della Vittoria, le giostre, gli incontri e le iniziative per famiglie e bambini… puoi vivere ovunque, ma a Corpus Domini torni qui. Mi terrò libera per il 30 maggio 2027!
Un po’ di storia per chi fosse interessato ad approfondire, dalle sacre rappresentazioni del XVI secolo alle macchine oggi utilizzate progettate dall’artista Paolo Saverio Di Zinno: Associazione Misteri e Tradizioni
(foto Marco Palladino)
