Nello storico incontro a Cuba del 2016 con l’allora presidente Obama, Raul Castro si sottrasse platealmente dall’abbraccio emblematico che poteva forse dare il via ad una pacificazione a lungo attesa con il potente vicino statunitense.
Mentre l’attenzione è rivolta al quadrante del conflitto in Iran e alle trattative che oscillano tra nuovi attacchi e ventilati accordi di pace con Teheran, non è affatto improbabile che Trump decida di giocare la carta di una vittoria militare che appare facile teoricamente considerando lo stato estremo di necessità in cui versa la popolazione dell’isola caraibica legata all’epopea della rivolta contro il colonialismo Yankee .
L’incriminazione del fratello di Fidel Castro da parte di un tribunale Usa per fatti che risalgono al 1996 ( abbattimento di aereo statunitense che trasportava un commando di esuli cubani pronti ad agire contro il governo de L’Avana) può essere il segnale atteso per far scoppiare il casus belli.
Manifestazioni contro la strategia della Casa Bianca sono state indette a Cuba facendo leva sull’orgoglio nazionale e rivoluzionario, mentre la vasta comunità anticastrista negli Usa chiede di non attendere oltre per sferrare il colpo decisivo contro il governo cubano che fatica a gestire la crisi economica imposta dal blocco navale statunitense.
Come riporta la testata italo americana La Voce di New York, l’involuzione verso lo scontro armato potrebbe portare, secondo l’attuale presidente cubano Miguel Díaz-Canel, ad “un bagno di sangue dalle conseguenze incalcolabili”.
In tale scenario si è levata dal nostro Paese la richiesta di una rete di ricercatori e scienziati per assicurare la cura della popolazione cubana: «L’Italia non può rimanere indifferente o silenziosa anche perché debitrice verso Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia Covid-19 e per l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria a garanzia del funzionamento del Servizio sanitario locale».
«È dovere della comunità sanitaria globale (medici, ricercatori, istituzioni, riviste scientifiche), – continua l’appello- ma anche della comunità civile agire senza ambiguità, nel rispetto dei principi fondamentali del diritto umanitario. Ogni giorno di silenzio ha un costo in vite umane».
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FOTO ANSA E ASSOCIATI
