Manuel Bortuzzo torna a volare

Il nuotatore di 19 anni, paralizzato agli arti inferiori dopo che un proiettile l’aveva colpito alla spina dorsale, ha cominciato la riabilitazione presso la clinica Santa Lucia. La voglia e il sorriso non sono mai scomparsi

«Ciao ragazzi, finalmente sono tornato in vasca. È un’emozione bellissima, da oggi inizia la mia riabilitazione in acqua. Un saluto a tutti e ci vediamo presto»: le parole le pronuncia un raggiante Manuel Bortuzzo, indicando poi con un dito la cuffia con su scritto il nome del suo idolo, il collega Gabriele Detti. Il video, datato 7 marzo e postato sulla pagina Facebook TutticonManuel, ha raggiunto in pochi giorni quasi un milione e mezzo di visualizzazioni.

La piscina in questione è quella dell’Istituto Santa Lucia, in cui Bortuzzo è stato trasferito dall’ospedale San Camillo lo scorso 18 febbraio. Oltre ad essere dotato di un Centro spinale all’avanguardia, il Santa Lucia è stato scelto appositamente per la presenza di una vasca di 25 metri: l’ambiente ideale di Manuel, dove è cresciuto e in cui vuole continuare a misurarsi. Sono cambiate le condizioni di partenza, ma non la voglia. Se prima Manuel entrava in acqua con la voglia di inseguire Detti e Paltrinieri, suoi punti di riferimento sulle distanze dei 400 e 1500 stile libero, adesso la sfida è tutta con sé stesso.

Non c’è nessun cronometro da inseguire, ma una terapia riabilitativa che va affrontata con la stessa grinta di una gara. «Ce la sta mettendo tutta – ha affermato il padre Franco al MessaggeroManuel è riuscito a fare in una settimana quello che le persone completano nell’arco di un mese. Sta affrontando questo percorso con tenacia, vuole uscirne al più presto». L’animo di un atleta abituato a gareggiare ad altissimi livelli lo sta aiutando in questo percorso duro e complesso: anche i medici del Santa Lucia hanno evidenziato una voglia fuori dal comune e i grandi risultati già raggiunti con l’ausilio dei fisioterapisti.

La naturalezza di un sorridente Manuel Bortuzzo in acqua, mentre racconta l’emozione delle prime vasche salutando tutti coloro che gli sono stati vicino, colpisce profondamente. Sembra il tipico video di un campione che ha iniziato ad allenarsi in vista di un traguardo importante: le prime bracciate verso un Mondiale o un Olimpiade, unite al classico messaggio rivolto ai propri tifosi per rassicurarli sul fatto che si comincia a lavorare sodo verso l’obiettivo tanto sognato.

La sfida di Manuel, però, è ben più grande e importante. Sembra incredibile ma, solo un mese e una settimana fa, il nuotatore azzurro ha subito un agguato nel quartiere dell’Axa a Roma: Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, la notte tra 2 e 3 febbraio, sfrecciavano in piazza Eschilo su uno scooter, premendo il grilletto di una pistola calibro 38 tre volte verso Bortuzzo, con uno dei proiettili che si era poi conficcato nell’undicesima vertebra. La diagnosi è stata terribile: lesione irreversibile del midollo spinale, dopo due interventi al polmone e per l’estrazione del bossolo. Ancor più doloroso è stato scoprire come, alla base dell’agguato, ci sia stato un tragico scambio di persona.

Questo, adesso, sembra quasi non contare più. Non c’è spazio per rabbia e rancore. Il pensiero del giovane diciannovenne trevigiano va soltanto alla sua riabilitazione e a un pronto recupero. La volontà di non mollare, subito espressa, ha rincuorato anche padre, madre e i tre fratelli, sempre presenti accanto a lui assieme a Martina, la fidanzata nuotatrice. In queste settimane, però, si è formata, una famiglia ancor più grande e numerosa, fatta dalle migliaia di persone che hanno aderito alla campagna di raccolta fondi #TuttiConManuel. Uno straordinario esempio di generosità che, di sicuro, darà ancor più vigore alla forza di volontà di un ragazzo che non smetterà mai di inseguire i propri sogni.

 

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