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Ambiente > Regioni

Fraternità, pace e cura dell’ambiente per costruire “la città che vorrei”

di Sara Fornaro

Sara Fornaro

Una giornata di incontri e convegni a Cava de’ Tirreni, nell’ambito del Festival di Città Nuova, per essere protagonisti nella costruzione della pace e di reti di fraternità

Premiazione delle scuole al Festival di Città Nuova a Cava de’ Tirreni, foto di Carmine Caruso

Come deve essere la città ideale? Deve essere gentile, inclusiva e a misura di uomini e donne, bambini e anziani. Una città è davvero intelligente, una vera smart city, se protegge i suoi abitanti più fragili, quindi non dovrebbe mai escludere nessuno. Deve inoltre avere scuole accoglienti, nelle quali gli studenti entrino in classe senza paura. E deve far sentire sicure le donne, che possono diventare protagoniste del cambiamento sociale. Queste sono alcune delle risposte degli studenti delle scuole medie e superiori di Cava de’ Tirreni e di altri Comuni della suggestiva costiera amalfitana che hanno partecipato al concorso scolastico promosso dal Movimento dei Focolari, dalla sua comunità locale e dall’arcidiocesi di Amalfi e Cava de’ Tirreni guidata dall’arcivescovo Orazio Soricelli.

I RAGAZZI PROMOTORI DI UNA CULTURA DI PACE

Sede dell’evento che si è svolto il 22 maggio è stato lo storico palazzo della curia, dove i ragazzi hanno presentato giochi per “imparare a fare pace”, plastici in 3D, disegni, poesie e video con grande creatività e innovazione.

Ad accogliere i partecipanti, una mostra per i 70 anni della rivista Città Nuova, con pannelli realizzati dall’architetto Federico Scognamiglio. L’esposizione ha proposto le primissime copie e quelle degli ultimi anni del mensile, nato nel luglio del 1956 su ispirazione di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, per promuovere il dialogo intergenerazionale, interculturale e interreligioso.

Alcuni pannelli della Mostra per i 70 anni della rivista Città Nuova a Cava de’ Tirreni. (foto di Sara Fornaro)

IL FESTIVAL DI CITTÀ NUOVA

La cerimonia di premiazione, coordinata dal docente Pellegrino Gambardella, ha dunque aperto il Festival di Città Nuova: una giornata di cultura, dialogo e confronto su temi di grande attualità come pace, fraternità, relazioni, cura dell’ambiente, sostenibilità e cittadinanza attiva. Nel suo saluto, l’arcivescovo Soricelli ha invitato docenti e studenti ad essere artigiani di speranza nel mondo.

Fra Pietro Anastasio, custode e padre guardiano del Convento di San Francesco e Sant’Antonio a Cava de’ Tirreni, ha invece ricordato la figura di san Francesco d’Assisi, il santo simbolo del dialogo con la natura, con gli animali e con persone di tutte le culture e religioni, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte. Il cuore pulsante della manifestazione è stato rappresentato dai volontari: quanti si sono spesi per mesi, gratuitamente, per organizzare questa interessante manifestazione, anche vivendo in altre città della Regione, i musicisti, grandi e piccoli, che hanno offerto diversi intermezzi musicali.

Alcuni degli organizzatori e dei relatori del Festival di Città Nuova di Cava de’ Tirreni, 22 maggio 2026. (foto di Carmine Caruso)

SPORT, SCUOLA, EDUCAZIONE E FAIR PLAY

Sempre in mattinata, c’è stata una tavola rotonda con l’insegnante in pensione, scrittore e giornalista Pasquale Lubrano, e Pasquale Scarlino, vicepresidente regionale della Campania del Centro sportivo italiano (Csi). Lubrano, autore del libro Come una mongolfiera. Quando i ragazzi salvano la scuola, ha sottolineato l’importanza della relazione studente-docente per il futuro della didattica. L’ascolto è fondamentale, soprattutto in classe, dove i ragazzi trovano il primo vero ambiente per relazionarsi socialmente. Scarlino ha invece parlato dell’importanza del fair play, della correttezza nello sport, inteso come palestra di vita, dove si impara a rispettare le regole e ad avere rispetto per i compagni e gli avversari.

Al termine della premiazione, i partecipanti sono stati invitati a visitare – guidati dalla storica Beatrice Sparano – il commovente museo di Mamma Lucia a Cava de’ Tirreni, la donna che restituì i corpi di 800 soldati tedeschi alle famiglie dopo averli recuperati nelle campagne al termine della Seconda guerra mondiale.

IMPEGNO PER LA PACE, TRANSIZIONE ENERGETICA ED ECOLOGIA INTEGRALE

Nel pomeriggio, il dibattito è continuato con una tavola rotonda su fraternità, pace e cura dell’ambiente: tematiche cruciali che affrontano alcune delle piaghe sociali del nostro tempo: guerre e conflitti globali, la corsa al riarmo, la difficile transizione energetica e la crisi economica attuale. Antonio Armenante, consigliere nazionale di Pax Christi, ha spiegato come fare per vincere il senso di impotenza che può affliggerci davanti ad eventi geopolitici complessi. Si va dalla cosiddetta scelta col portafoglio, per premiare chi non investe nelle armi, al boicottaggio di prodotti di aziende che finanziano le guerre. E ancora, attivismo, sensibilizzazioni, riflessioni comuni, proteste e manifestazioni pubbliche per incidere sulle decisioni dei governi.

Attilio Palumbo, presidente di Legambiente Cava de’ Tirreni e ingegnere ambientale, ha invece affrontato il tema del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, a causa della guerra di Usa e Israele all’Iran, e delle diffuse tensioni geopolitiche internazionali, molti Paesi stanno vivendo forti difficoltà energetiche. Palumbo ha dunque sottolineato l’urgenza di una transizione verso fonti energetiche pulite e rinnovabili. Non è mancato un riferimento all’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, nell’undicesimo anniversario dalla pubblicazione, incentrata sull’ecologia integrale e su un benessere economico e sociale che deve necessariamente coinvolgere persone, relazioni e natura, senza scartare nessuno.

RELAZIONI E RISPETTO NELLA SOCIETÀ LIQUIDA

Lo psicologo Domenico Bellantoni, docente presso l’Università salesiana di Roma e autore del libro Identità fluide in una società liquida. Educazione affettiva e di genere nel contesto contemporaneo, ha portato i presenti a riflettere sulla vera base delle relazioni umane: il rispetto. Rispetto dell’altro, delle sue idee, del suo credo religioso, in un’ottica di reciprocità. Ha anche parlato dell’importanza di volersi bene e dell’autostima, necessarie per poter stringere relazioni sane, affettive e significative.

Le guerre, le ingiustizie e le discriminazioni ci fanno paura e ci indignano, ma noi possiamo essere protagonisti attivi delle nostre vite e del nostro tempo, scegliendo di tessere relazioni di pace. Anche attraverso giornate di formazione e convegni come quelli organizzati nell’ambito del Festival di Città Nuova di Cava de’ Tirreni.

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