Le novità del Sinodo dei giovani

Tra le uditrici, l’argentina Carina Rossa come membro del Consiglio direttivo della Fondazione pontificia Scholas Occurrentes. «C'è tanto spazio per esprimere il proprio parere - afferma - e davvero si respira un’aria di ascolto». Nostra intervista.

Quali sono le novità di questo Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani?
La principale novità è l’aver dato spazio ai protagonisti: i giovani. I quali non si sentono oggetto bensì soggetto attivo in tutte le attività del Sinodo. Una rappresentanza di 30 giovani partecipano come uditori e uditrici. Inoltre c’è un team che gestisce i social network. Papa Francesco ha chiesto loro di “fare casino” e un modo pratico per farlo è “fare tifo” per gli interventi dei padri Sinodali che piacciono di più. Anche durante gli incontri dei Circoli minori non viene a mancare la loro voce. C’è tanto spazio per esprimere il proprio parere e davvero si respira un’aria di ascolto.

Papa Francesco partecipa ai lavori?
Papa Francesco è sempre presente. È disarmante la sua semplicità. Al mattino è lui ad accogliere ciascuno che arriva, fa la fila per prendere il caffè come tutti, preme il pulsante per chiedere la parola come gli altri padri Sinodali. Quando sale in ascensore invita sempre e chiama qualcuno ad entrare perché «c’è ancora spazio accanto a lui». Sono queste le occasioni durante le quali lui fa “l’apostolato dell’orecchio” ed alcuni giovani ne approfittano per parlare con lui.

Quali sono le parole chiave del Sinodo?
“Ascolto” è forse la parola chiave di questo Sinodo. Lasciarsi modificare ascoltando l’altro. L’altra parola è “discernimento”, fare l’esercizio di attenzione alla propria interiorità.

A che punto dei lavori siete arrivati?
Abbiamo finito la prima parte del documento dal tema “Riconoscere: la Chiesa in ascolto della realtà”, durante la quale si è riflettuto sulla realtà giovanile mondiale. Sono seguite tre giornate di lavoro nei Circoli minori con molti interventi, dibattiti, rilettura e ricostruzione di quanto scritto nell’Instrumentum Laboris. Anche qui un vero esercizio di ascolto dei giovani.

Il risultato?
Tantissime modifiche apportate, ma anche alcuni suggerimenti che riguardano la forma del documento finale, che sarà realizzato in modi interattivi e, si spera, con un linguaggio giovanile.

E il metodo?
La metodologia è molto dinamica. Le prime due giornate i padri Sinodali hanno fatto brevi interventi, di non oltre 4 minuti, su degli articoli riguardanti la prima parte. È consentito anche agli uditori fare un intervento di 4 minuti. Dopo ogni 5 interventi, su suggerimento di papa Francesco, ci sono 3 minuti dedicati al silenzio per “ascoltare la voce dello Spirito Santo”. È un momento di risonanza interna di quanto viene detto negli interventi. Ogni giornata finisce con un’ora di scambio libero destinato al dialogo, al dibattito, alla comunione. Tra i primi ad intervenire papa Francesco, che ha fatto comunione sul suo discernimento interiore, come suo solito con 3 parole: ascolto; Chiesa empatica; cultura dello scarto.

 

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