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Italia > Società

Lo spirito costituente che serve contro l’azzardo di massa

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

Il Forum delle associazioni familiari promuove una piattaforma politica condivisa da numerose realtà per arginare il fenomeno pervasivo dell’azzardo. Per abbattere i muri di gomma dei poteri prevalenti occorre la tensione unitaria all’origine della Repubblica, secondo il cardinale Matteo Zuppi, che ha aperto la conferenza stampa di presentazione della proposta

Conferenza stampa 10 giugno 2026. Da sinistra , Maurizio Fiasco, card. Matteo Zuppi, Adriano Bordignon e Paolo Holneider, presidente e consigliere del Forum associazioni familiari. Foto CC CN

«Era gente che si scontrava duramente, ma aveva la capacità di condividere un pensiero profondo di lungo periodo». Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha evocato il biennio 1946-1948, che va dal referendum sulla Repubblica al varo della Costituzione, per indicare la necessità di trovare uno “spirito costituente” capace di dare una risposta efficace alla pervasività dell’azzardo di massa che distrugge la vita di persone e famiglie in Italia.

La conferenza stampa Scommettere sul futuro (quello vero) è stata preparata il 10 giugno 2026 con grande cura dal Forum delle associazioni familiari; con l’intento di offrire una vera e propria piattaforma politica fatta di proposte concrete e dettagliate, elaborate assieme a persone e realtà che da decenni cercano di opporsi a quel coacervo di alleanze tra potere politico e finanziario che ha fatto del nostro Paese un caso di studio a livello internazionale per l’espansione dell’offerta dei prodotti dell’azzardo, fino a raggiungere nel 2025 un flusso di soldi pari a 165,34 miliardi di euro.

Slide di Maurizio Fiasco da cui si evince la spinta ossessiva della raccolta di azzardo necessaria per assicurare lo stesso modesto flusso di entrate allo Stato e ai concessionari

I primi due punti della proposta richiedono «l’approvazione di una legge quadro su tutto il settore dell’azzardo che abbia come priorità la salute dei cittadini e non il profitto dei privati e dello Stato» e «una drastica revisione dell’offerta, con una forte riduzione del numero di slot machine, vlt, sale scommesse, nonché di tutti i punti vendita fisici di azzardo sull’intero territorio nazionale».

La massa di denaro

Esiste infatti un movimento colossale di denaro che ritorna in gran parte nelle tasche dei cosiddetti “giocatori” grazie a vincite irrisorie destinate ad incentivare nuovi acquisti, mentre le grandi società private che gestiscono il settore si spartiscono a metà con lo Stato circa 20 miliardi di euro.

Ci sono anche le mega vincite con probabilità infinitesimali di realizzarsi: ma è proprio questa remotissima possibilità, pubblicizzata dai media compiacenti, a stimolare il pensiero magico che alberga in ognuno di noi. La possibilità, seppure estrema, di poter battere il destino “cinico e baro”, ammalia frotte di anziani che bruciano la pensione nei gratta e vinci; ma anche famiglie che, come racconta la cronaca, dimenticano i loro figli in macchina perché catturati in quelle “trappole per topi” che sono i casinò di quartiere: dalle sale scommesse a quelle per slot e vlt che ora raggiungono gli utenti anche online.

È la stessa attesa eccitante, che produce nel nostro corpo la dopamina, a indurre una sorta di dipendenza patologica difficilissima da combattere. Lo ha testimoniato durante la conferenza stampa il racconto di un giovane ventenne, Nicola Bosco, che solo da pochi mesi ha smesso di praticare i luoghi tentacolari dell’azzardo compulsivo. Questi spazi sono diffusi in particolare nelle periferie più abbandonate, secondo una strategia studiata a tavolino dai professionisti del gambling.

Ma occorre stare attenti nel fermarsi al caso pietoso del “giocatore patologico”: è una strada errata nella narrazione giornalistica dell’azzardo di massa. Suscita emozione ma svia l’attenzione dalla vera dipendenza patologica, che è quella delle casse dello Stato dalle entrate del cosiddetto “gioco d’azzardo”.

Il caso eclatante delle sponsorizzazioni

Il caso più eclatante proviene, ad esempio, dal mondo del calcio; con entrambi i candidati alla presidenza della Figc, Malagò e Abete, che condividono il programma di rimuovere il divieto di sponsorizzazione delle società sportive da parte delle aziende dell’azzardo.

Al momento, come sottolinea Toni Mira, solo una squadra di seria A, la Cremonese, non ha come sponsor principale stampato sulla maglia il logo di una società di scommesse; fino al caso più eclatante della Lazio che ha concluso l’accordo con Polimarket, società specializzata su ogni tipo di scommessa, da quelle sportive fino ai conflitti bellici. Entrambi i candidati alla Figc considerano la partecipazione ai proventi delle scommesse sportive come “una risorsa di sistema” del calcio, prevedendo che una parte sia comunque destinata alle cure dei cosiddetti “giocatori problematici”.

Insomma, è il riprodursi dell’antico meccanismo della beneficenza usata per coprire ogni responsabilità sociale. Un logica da carità “pelosa” difficile da arginare, se solo si tiene conto del fatto che a poca distanza da palazzo Grazioli, l’ex residenza berlusconiana dove si è tenuta la conferenza stampa, un’insegna in bella vista dichiara che l’illuminazione della facciata di una chiesa storica è offerta dall’Enel grazie al contributo del “gioco del Lotto”.

Ha avuto ragione quindi il giovane Bosco, durante il racconto sofferto della sua storia di riscatto personale, nel non voler ringraziare i politici che hanno permesso l’instaurarsi di un dominio incontrastato dell’offerta ossessiva e pubblica dell’azzardo che provoca danni profondi nella vita delle persone.

Come ha ribadito nel suo intervento Toni Mira, tra gli autori del rapporto Azzardomafie di Libera, la legalizzazione dell’azzardo non ha affatto emarginato la presenza della criminalità organizzata nel settore, come dimostrano i rapporti del Direzione nazionale antimafia.

Come ha ribadito nel suo intervento don Armando Zappolini, coordinatore della campagna Mettiamoci in gioco, «l’azzardo è oggi una delle principali cause di indebitamento delle famiglie e uno dei fattori che più frequentemente spingono le persone a ricorrere a prestiti irregolari o a entrare in circuiti usurai».

L’unico modo per poter rispondere a tale emergenza, ha affermato Zappolini, è quella di lavorare in rete tra più soggetti attivi della società civile.

Adriano Bordignon al centro tra il card Zuooi e Paolo Holneider foto Forum Famiglie

O la salute pubblica o interessi privati

È ciò che ha cercato di fare il Forum delle associazioni familiari guidato da Adriano Bordignon mettendo assieme, grazie al lavoro di Paolo Perticaroli e Paolo Holneider,  una serie di proposte ragionevoli, raccolte da coloro che operano sul campo, come ad esempio l’associazione Avviso pubblico che raduna gli amministratori locali impegnati contro le mafie. Il vicepresidente Andrea Bosi, nel suo intervento, ha espresso una forte preoccupazione per la nuova legge di riordino sulla disciplina dell’azzardo fisico (quello non online) che rischierebbe di annullare le esperienze positive degli enti locali nel limitare l’offerta di azzardo sui territori.

Bosi, che è stato assessore a Modena, ha posto la questione della scelta obbligata che deve fare lo Stato tra il privilegiare il gettito fiscale o la tutela della salute pubblica, portando l’esempio dei successi ottenuti nella sua città nel ridurre la presenza di sale slot e scommesse. Ma ha anche riportato il fatto che quando è stato convocato come Avviso pubblico dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per affrontare la consultazione sulla pubblicità dell’azzardo, si è trovato in minoranza davanti ad una presenza massiccia di imprenditori del settore. «A che gioco giochiamo?», verrebbe da dire.

«Un gioco sporco» è la risposta più evidente che emerge dall’analisi del sociologo Maurizio Fiasco, che concentrandosi sui 19,5 miliardi che si spartiscono l’Erario e le multinazionali del settore ne rintraccia l’origine in base alla tipologia dei clienti: solo 3,9 miliardi di euro provengono dai “giocatori” sporadici, mentre i restanti 15,6 miliardi arrivano da clienti “problematici”. Un sistema iniquo, dunque, che per assicurare tali introiti a Stato e società concessionarie ha bisogno di un aumento continuo del volume di soldi distratti dall’economia reale.

La politica alla prova del bene comune

Hanno accettato di discutere delle proposte raccolte dal Forum alcuni deputati intervenuti nel dibattito: Paola Boscaini per Forza Italia, Stefano Vaccari per il Pd,  Laura Cavandoli per la Lega per Salvini e Andrea Quartini per i 5Stelle. Un discorso da riscontrare nei fatti. Ad esempio, il prossimo 22 giugno chiunque dei due candidati verrà eletto alla presidenza della Figc chiederà di rimuovere il divieto alla pubblicità dell’azzardo per le società e competizioni sportive stabilito nel decreto Dignità del 2018.

Si vuole cioè abolire l’unico vero risultato politico raggiunto contro l’azzardo di massa e ribadito tra le priorità della piattaforma del Forum delle associazioni familiari. Da che parte si schiereranno i parlamentari? E si tratta di istanze essenziali, lontane dalle proposte radicali ad esempio del movimento Slot Mob che chiede di togliere le concessioni alle società multinazionali come Lottomatica.

Se è vero, come detto dal cardinal Zuppi, che tante volte si è costretti a scontrarsi con veri e propri “muri di gomma” dei poteri prevalenti, l’iniziativa del Forum, che ha avuto anche una buona copertura mediatica, risponde non certo ad interessi di parte, ma alla difesa del bene comune, raccogliendo l’adesione di circa 80 associazioni della società civile e terzo settore.

Ma senza una forte pressione dal basso sarà difficile suscitare quello “spirito costituente” evocato da Zuppi che, come sappiamo, arrivò dopo la tragedia di una guerra mondiale in cui l’Italia fu gettata con una dichiarazione proclamata proprio il 10 giugno di 86 anni fa da quel palazzo Venezia posto accanto alla sala stampa esteri.

Roma ha la capacità di evocare la trama evidente di fenomeni che dietro la retorica delle parole nascondo “un gran giro di quattrini”, come recita una famosa poesia di Trilussa su chi fa profitto sulle tragedie della gente comune. L’azzardo di massa oggi si espande nello smarrimento di uno scenario geopolitico che rischia di far percepire le persone impotenti verso poteri troppo forti per essere messi in discussione. Ribaltare l’assetto di potere degli interessi privati sul bene pubblico può essere l’inizio di un riscatto possibile per l’intera società.

Qui il video integrale della conferenza stampa

Riproduzione riservata ©

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