Emma mi dice accorata: «Sento Lorenzo lontano… quando ci sentiamo o ci vediamo lui fatica ad aprirsi, mi racconta a stento qualcosa della sua routine giornaliera, ma non mi regala la sua intimità». L’intimità è quanto di più importante esiste in una relazione. E c’è una grande differenza qualitativa tra una cosiddetta “comunicazione di servizio” e una “comunicazione intima”. Secondo gli analisti transazionali l’intimità è un rapporto aperto e sincero in cui due persone si mostrano per quello che sono, senza maschere o ruoli sociali, ed è legata all’espressione genuina dei sentimenti e delle emozioni che si provano.
Quando Emma parla della mancanza di intimità con Lorenzo fa riferimento proprio a questo desiderio di essere in connessione emotiva, partecipe di ciò che l’altro prova, autenticamente in ascolto l’una dell’altro. Lorenzo a questa richiesta di Emma replica dicendo che si avverte svuotato, stanco, sopraffatto dagli impegni di lavoro e incapace di mettere energie nel rapporto di coppia. All’interno del colloquio cerchiamo di capire meglio cosa c’è dietro questa dinamica che fa soffrire entrambi e rischia di allontanarli creando come un muro tra loro.
Emma dice che, quando avverte Lorenzo sfuggente e incapace di aprirsi su ciò che sta vivendo, va automaticamente in una situazione di allarme. Il suo sistema nervoso percepisce la chiusura di Lorenzo come un pericolo per la relazione e allora incalza il partner chiedendo una maggiore apertura. Ma Lorenzo risponde continuando a raccontare episodi che non saziano il bisogno di intimità di Emma. Nel corso del colloquio allora Emma riesce a dire la sua paura che qualcosa non funzioni tra loro e il suo bisogno di essere rassicurata rispetto alla relazione e al loro futuro come coppia.
Nell’esprimere questa paura Emma si sente subito sollevata e leggera e dice di sentirsi bene per aver mostrato la sua vulnerabilità con coraggio. Di rimando Lorenzo dice di sentirsi “innamoratissimo” dopo averla ascoltata. Perché Lorenzo ha detto questo con gli occhi luccicanti? È accaduto che la paura della compagna di perderlo è arrivata a lui come un messaggio forte e chiaro: la nostra relazione è molto importante per me!
E questo l’ha fatto sentire amato, importante e pieno a sua volta di amore da dare. Poi tocca a Lorenzo dire a Emma cosa accade quando è bloccato nel suo malessere e non riesce a comunicarlo, ma anzi diventa cupo e silenzioso. E allora Lorenzo fa contatto con il suo vissuto di stress e di malessere e scopre in lui un’ambivalenza: da una parte vorrebbe aprirsi con Emma, dall’altra è bloccato e si sente solo. Lorenzo si chiede:«come mai pur volendo aprirmi con Emma sono bloccato?».
Ed ecco la nuova consapevolezza: Lorenzo avverte il timore che mostrando ad Emma queste sue difficoltà esistenziali le mostri una prestazione non tanto performante di sé e questo fa tremare di paura anche lui. Ha paura che se la compagna lo vedrà debole, stanco, poco energico, potrà amarlo di meno. Ma quando Lorenzo diventa consapevole di questa paura e con coraggio anche lui si assume la responsabilità di parlarne ad Emma, ecco la gradita sorpresa: «Vederti fragile mi fa venire voglia di abbracciare quel bambino che ora riesco a vedere in te!».
È la dinamica inesauribile della connessione emotiva e dell’intimità: fare esperienza che donare la propria vulnerabilità avvicina e genera sempre nuovi orizzonti di condivisione e di gioia! È la dinamica della fiducia nell’amore dell’altro che fa osare la consegna della propria fragilità nelle mani dell’altro, certi che l’altro l’accoglierà come perla preziosa da custodire.
