La proposta è seria e concreta. Ne abbiamo parlato diffusamente su cittanuova.it con Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento, quello cioè originale fondato da Aldo Capitini, il filosofo radicalmente antifascista, promotore nel 1961 della Marcia della pace sulla base di una concezione molta alta della democrazia, l’omnicrazia cioè il potere di tutti esercitato dal basso e che va oltre la democrazia rappresentativa.
Un’esigenza di democrazia sostanziale che i padri e le madri costituenti avvertivano fortemente di fronte al pericolo di un tradimento sempre in agguato dei cardini di una Repubblica democratica che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».
Un ripudio che non è in contrasto con la difesa della Patria definito nell’articolo 52 della Carta come “sacro dovere del cittadino”. L’ordinamento delle Forze armate infatti non è un corpo estraneo ma “si informa allo spirito democratico della Repubblica”.
La scelta nonviolenta non vuol dire resa contro l’ingiustizia e la prepotenza ma una forma esigente di resistenza come dimostrano tanti esempi di Difesa civile che vanno incentivati a livello preventivo e alternativo allo strumento armato che si è imposto con la crescente egemonia della cultura che ritiene inevitabile la corsa al riarmo e la preparazione alla guerra.
La Difesa civile e nonviolenta, come ha chiarito Valpiana, non è un’eccezione tollerabile per alcuni ma deve entrare nelle scelte strategiche del Consiglio supremo di Difesa che si raduna periodicamente presso il palazzo del Quirinale sotto la presidenza del Capo dello Stato.
La proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile” promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile), Sbilanciamoci e Comunità Papa Giovanni XXIII, è riassumibile in 4 punti da realizzare tramite un fondo pluriennale stabile al quale possono concorrere anche i cittadini con i finanziamento specifico del 6 per mille dell’Irpef:1.potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della patria: 2. istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; 3. rafforzamento della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica; 4.creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo.

Forse è illusorio muoversi per il potere di tutti di fronte alla deriva delle autocrazie che attraggono i consensi di un’opinione pubblica smarrita e impaurita, ma vale la pena provarci.
In rete girano una marea di raccolte firme su piattaforme di ogni genere per cui si può perdere il senso di una proposta che non è affidata al click emozionale del momento ma richiede qualche minuto con l’utilizzo della carta di identità elettronica o lo Spid.
La proposta di legge popolare è infatti solo l’inizio di un percorso che richiede la discussione nelle Camere, di solito refrattarie verso le iniziative legislative popolari, e soprattutto un vasto dibattito reale in un Paese che sarà comunque chiamato a fare la sua scelta nello scenario della guerra mondiale a pezzi che si stanno rapidamente collegando tra di loro nello scontro geopolitico tra forze dominanti che saranno sempre più senza limite senza un reale resistenza civile dal basso.
Anche il Movimento dei Focolari Italia ha invitato a firmare la proposta di legge popolare ma il tempo è sempre più breve. In tutti i sensi.
È bene ricordare per chi condivide e vuole sostenere il percorso che
Firmare è facilissimo e richiede due minuti:
- Vai al sito della campagna difesacivilenonviolenta.org o direttamente al sito del Ministero della Giustizia dedicato alla Proposta di legge di iniziativa popolare
- Accedi tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) e conferma la sottoscrizione.
- Al termine puoi anche scaricate l’attestato che conferma la tua adesione.
QUI il link al sito della Campagna per la Difesa civile, non armata e nonviolenta
