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Persona e famiglia > Noi due

Liberi di dirsi anche ciò che ferisce: strategie per ritrovare la connessione nella coppia

di Lucia Coco

- Fonte: Città Nuova

Esprimere ciò che si sente può ferire, ma anche avvicinare. La storia di una coppia che impara a fidarsi oltre la paura

Coppia seduta su una panchina che guarda l’oceano. Foto di Emilipothèse da Unsplash.

Sissi e Karl arrivano raccontando di aver fatto una bella vacanza insieme. «Eravamo completamente allineati nella programmazione delle uscite e delle cose da fare», racconta Sissi. A quel punto Karl che, pure premette che è stata una bellissima vacanza, fa una smorfia di disappunto. Cosa accade in questa narrazione di Sissi che Karl non approva? Chiedo a Karl di dirmi come mai ha fatto questo cenno di disaccordo, preferendo non ignorare quel potente messaggio non verbale che naturalmente anche Sissi ha colto sobbalzando. Mi racconta che in realtà avrebbe voluto qualche sera uscire di più, ma non l’ha detto a Sissi, semplicemente ha interpretato ciò che lei diceva: «Sono stanca», come un messaggio a cui si è adeguato.

A questa affermazione di Karl Sissi rimane molto ferita e comincia silenziosamente a piangere. A questo punto emergono due cose veramente importanti per questa coppia: se e in che modo Karl riesce ad esprimere i suoi bisogni a Sissi e quanto lei si addolora fino alle lacrime quando ciò che dicelui contrasta con la sua narrazione della loro coppia. Si affronta quindi il primo tema: la difficoltà di Karl ad esprimere i suoi bisogni. Ciò che emerge è che Karl, una volta, come in un automatismo, abdicava ai suoi bisogni per compiacere Sissi senza soluzione di continuità. Ora invece riesce a scegliere se compiacere o meno la compagna, decidendo ogni volta se rinunciare ai propri bisogni o decidendo di esprimerli. Dice Karl: «In questa occasione avrei voluto uscire di più, ma vedendo Sissi stanca ho scelto di non esprimere i miei desideri, perché poi l’importante non era così tanto uscire o restare a casa, ma stare con lei».

Una scelta consapevole, quindi, non un meccanismo automatico di accondiscendenza. Per Sissi però non aver colto questo segnale nel partner è fonte di profondo dolore. Aver interpretato che nella vacanza tutto era stato perfetto e scoprire che non era andata proprio così la ferisce molto. Emerge poi che ciò che Sissi prova rispetto alle parole di Karl è un profondo timore: la paura di immaginare che tutto vada bene fra loro e invece così non è, è solo una narrazione che lei si fa, ma che non trova riscontro nella realtà. Questo la mette in contatto con un forte panico di disconnessione, come direbbe la psicologa Sue Johnson, che la spinge a pensare che, solo se avrà tutto sotto controllo, può stare al sicuro con Karl. Ma questo pensiero la porta ad attivare comportamenti di continuo monitoraggio della relazione allo scopo di autorassicurarsi.

Quando questo meccanismo emerge alla consapevolezza di Sissi è un momento di grande liberazione per lei. Avere atteggiamenti di critica, di controllo nei confronti del partner, che poi provocano in Karl un grande fastidi, è solo una manifestazione della paura profonda di Sissi di perdere la relazione. Pertanto, non aver compreso che Karl aveva un’idea diversa della vacanza rispetto alla sua, ha svolto funzione di innesco per questa paura. A questo punto, si tratta di comprendere se per Karl, invece, vedere Sissi restare male rispetto al suo vissuto, lo induca a pensare che, forse, non è più il caso di condividere fino in fondo i suoi pensieri perché, se parla dei suoi vissuti, corre il rischio di ferire Sissi. Eppure, è importante che Karl possa darsi ancora il permesso di esprimere ciò che sente perché, all’inizio del percorso, invece, non riusciva minimamente a dire a Sissi qualcosa che potesse contraddirla o metterla in difficoltà.

Entrambi quindi, attraverso questo racconto della loro vacanza che sembrava così innocuo all’inizio e che, invece, inaspettatamente, ha creato una frattura tra loro, riconoscono che potersi dire anche ciò che fa male è necessario per la loro relazione. Anzi, è prova che entrambi hanno raggiunto un livello di fiducia molto più grande che in passato nel partner: possono permettersi di dire l’uno all’altro anche ciò che può ferire, assumendosi la responsabilità delle proprie emozioni e rinunciando a voler “salvare” l’altro dall’impatto delle proprie affermazioni. Sissi e Karl vanno via con questo reciproco rassicurarsi: «posso dirti ciò che sento senza perderti», «mi assumo il rischio di mostrarmi vulnerabile credendo nel tuo amore per me».

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