I social network diffondono soprattutto tra i giovanissimi, e spesso senza che ce ne accorgiamo, comportamenti misogini, cioè contro le donne. Secondo uno studio dell’University College di Londra e dell’Università del Kent, infatti, gli algoritmi “consigliano” ai più giovani video e post in cui ci sono atteggiamenti violenti, rabbiosi o insulti verso le donne.
I SOCIAL NETWORK CONTRO LE DONNE?
Essendo esposti continuamente a contenuti denigratori verso le donne, i bambini (che purtroppo ancora accedono ai social violando le regole!) e i ragazzini, interiorizzano comportamenti sprezzanti, irrispettosi e violenti soprattutto contro madri e insegnanti. I soggetti più a rischio, davanti a questi video e post, sono i ragazzini ansiosi, fragili, o con problematiche di salute mentale. E purtroppo dalla violenza simulata a quella reale, il passo è breve. In un articolo del quotidiano britannico The Guardian di qualche tempo fa, la ricercatrice Dr Kaitlyn Regehr (UCL Information Studies) spiegava che: «Il consumo online sta influenzando i comportamenti offline dei giovani, poiché vediamo queste ideologie che si spostano fuori dagli schermi e nei cortili scolastici».
L’ESPERIMENTO SU TIKTOK E IL CASO DEI FRATELLI TATE
I ricercatori hanno simulato l’apertura di un profilo da parte di alcuni adolescenti e hanno sperimentato come TikTok abbia iniziato a suggerire, cinque giorni dopo, il triplo dei «contenuti misogini tra cui oggettivazione, molestie sessuali o discredito delle donne». Così, senza motivo, ai giovanissimi sono stati proposti contenuti tossici e maschilisti. Ma non sono solo i social a diffonderli. Come scritto dal giornalista Massimo Gramellini l’11 giugno sul Corriere, i fratelli Andrew e Tristan Tate – influencer ed ex kickboxer – che offendono e maltrattano le donne e sono accusati di stupro e sfruttamento della prostituzione, invece di essere considerati in quanto tali, sono visti da molti giovani come dei modelli da imitare. Ad alimentare l’idea delle donne come oggetti da usare o consumare, contribuiscono spesso anche le serie televisive, soprattutto quelle cosiddette di formazione, per adolescenti, ambientate alle superiori o all’università. Qui il protagonista è di solito il “bad boy”, o come si dice adesso tra i ragazzi il “malessere”, che tratta le ragazze senza rispetto.

Tristan ed Andrew Tate, Ansa, EPA/Robert Ghement
IL CASO “OFF CAMPUS”
In questo panorama avvilente, una novità è data da Off Campus (Prime video, 8 episodi), uscita a metà maggio e diventata in pochissimo tempo la terza serie esordiente più vista di sempre, dopo due episodi del Signore degli anelli. Off Campus è anche ritenuta la serie con il miglior debutto di sempre per la fascia del pubblico femminile di Prime Video tra i 18 e i 34 anni.
E la questione è proprio qui. Off Campus parla di adolescenti, ma è consigliato ai ragazzi con più di 16 anni. È bene dirlo subito: non è una serie per ragazzini, ci sono scene molto sensuali e (pochi) nudi integrali (inutili ai fini della storia). Tuttavia, è vero: nel panorama delle serie per ragazzi, dove troviamo ad esempio Cruel Intentions (8 episodi, sempre su Prime Video), Off Campus è diversa. I protagonisti maschili sono sì, donnaioli, ma non sono belli e dannati, né misogini, maschilisti e possessivi. Hanno invece sentimenti positivi e valori, che raramente si vedono in queste serie tv.

I protagonisti della serie televisiva Off Campus di Prime Video, da sinistra Mika Abdalla, Stephen Kalyn, Belmont Cameli ed Ella Bright. Photo Credit: Courtesy of Prime Video. Copyright: © Amazon Content Services LLC
OFF CAMPUS E L’AMORE TRA HANNA E GARRETT
La storia gira intorno al rapporto tra HannaH Wells, interpretata da Ella Bright, e Garrett Graham (Belmont Cameli). Lei, musicista e studentessa modello, iscritta alla Briar University grazie ad una borsa di studio. HannaH è innamorata – non ricambiata – di Justin Kohl (interpretato da Josh Heuston), frontman del gruppo musicale After Hours. Garrett, capitano della squadra di hockey sul ghiaccio, è figlio di un campione di questa disciplina, acclamato sugli spalti, ma molto violento in casa. Garrett ama stare con le donne (molte!), ma non è incline ai rapporti duraturi. Sia HannaH che Garrett hanno vissuto situazioni difficili, di cui non riescono a parlare con gli altri e che segnano la loro quotidianità.
OFF CAMPUS: IL CONTRATTO
La serie inizia con Garrett che rischia di non superare un esame difficile, quindi propone ad HannaH, che ribattezza Welsy, un patto: lei gli farà da tutor, mentre lui l’aiuterà a conquistare Justin.
Fin qui, sembrerebbe niente di nuovo. E invece in Off Campus i ragazzi parlano, si confidano tra loro, dandosi consigli da veri amici, parlando di rispetto, consenso nei rapporti intimi, fiducia, sanno chiedere scusa. Una vera novità, insomma, nelle serie per adolescenti, tanto da sembrare (talvolta) un po’ forzati.
La prima stagione di Off Campus si basa sul romanzo iniziale della saga di Elle Kennedy, dal titolo Il Contratto (The Deal). Naturalmente, HannaH e Garrett finiscono per innamorarsi, ma il loro non sarà un percorso semplice. La storia d’amore crescerà di pari passo con la loro maturazione personale, che li porterà a cercare di affrontare paure, crisi personali, problemi familiari.
Complessivamente, sì: Off Campus è diversa. Nei dialoghi, soprattutto le donne, ritrovano le parole che vorrebbero sentire nella vita quotidiana e che non trovano in relazioni precarie, tossiche o senza futuro. Merito dell’autrice dei libri e delle sceneggiatrici, che hanno realizzato un prodotto che propone valori e rapporti veri, invece dell’usa e getta che caratterizza altre serie. Avendo come sottofondo, inoltre, delle musiche bellissime.
OFF CAMPUS: BODY SHAMING E ALTRE POLEMICHE
Non sono mancate polemiche, a partire dalla protagonista. Ella Bright ha il fisico sano di una ragazza di 19 anni: è formosa e naturale, molto diversa dallo stile anoressico in voga, che propone ideali femminili irraggiungibili, che tanti danni fanno tra le ragazzine. Eppure, proprio per questo, sui social è stata oggetto di body shaming.
Altro aspetto che ha provocato malumori è la differenza di età tra i protagonisti di Off Campus. Ella Bright (oggi 19enne) aveva 18 anni quando la serie è stata girata, mentre il suo partner, Belmont Cameli (28 anni), ne aveva 27. Viste le scene intime condivise, la differenza di età è stata ritenuta troppo grande, anche se Bright ha detto di averle vissute serenamente, anche grazie a figure professionali dedicate, presenti sul set.
