La startup africana che vince

L'azienda HydroIQ ha vinto il premio “Start of the Year in Africa” grazie ad un'applicazione che consente di rilevare le perdite idriche a distanza. Al concorso, che si è concluso con una cerimonia finale a Casablanca, hanno partecipato oltre 600 startup di 52 Paesi.

HydroIQ, una startup keniana, ha vinto il premio “Start of the Year in Africa”. Il premio è stato assegnato nei giorni scorsi a Casablanca, durante la seconda edizione del premio. L’azienda offre una soluzione per gestire le reti idrauliche a distanza e rilevare le perdite d’acqua tramite un’applicazione mobile. «Le perdite vengono rilevate automaticamente sulla rete e le famiglie vengono fatturate in modo giusto tramite un’app mobile», afferma Brian Bosire, co-fondatore e CEO di HydroIQ. La soluzione è importante perché, oltre ai disagi legati all’equa distribuzione dell’acqua potabile, un grosso problema in tanti Paesi africani è anche la questione della giusta fatturazione di quanto realmente consumato. Frequenti sono, infatti, le lamentele per le fatturazioni arbitrarie.

Il Technopark di Casablanca, sede della cerimonia, era affollato di gente. «Più di 600 startup in rappresentanza di 52 Paesi africani hanno preso parte all’edizione 2018 e oltre 12mila voti online sono stati raccolti per eleggere le startup più innovative in Africa», ha dichiarato Kossi Adzo, fondatore di startup.info, organizzatore del concorso continentale in partnership con il gruppo Ocp, leader mondiale del mercato dei fosfati e dei derivati. HydroIQ ha vinto 10 mila euro.

Per il settore agricolo, è la startup ivoriana Graci (Grace Agricole della Costa d’Avorio), che lavora per il miglioramento della produzione di riso ad aver vinto l’Ocp Agritech Special Award. La società, creata nel 2015 ad Abidjan, offre un programma di produzione, certificazione e diffusione di sementi migliorate per il settore del riso. Dopo aver studiato il potenziale di fertilizzazione della terra e la diversità delle varietà coltivabili di riso, il gruppo fondatore di Graci aveva notato che la resa per ettaro dei coltivatori di riso ivoriani non superava il 40%. Tutto ciò a causa della mancanza di controllo della selezione delle sementi. La startup ha quindi creato il programma “Save rice Côte d’Ivoire” per lo sviluppo di semi certificati di riso arricchito, garantendo così la gestione della produzione.

L’anno scorso, ThinVoid Tambula, la startup ugandese che promuove l’inclusione finanziaria di professionisti che non hanno un conto in banca nei settori dei trasporti e dell’agricoltura, aveva vinto la prima edizione. Il Gruppo Ocp si propone, come gruppo africano operante a livello internazionale, di contribuire all’autosufficienza alimentare su scala continentale.

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