Se inquini ti pago

Presentato al Sana di Bologna il Rapporto “Cambia la Terra. Così l’agricoltura convenzionale inquina l’economia (oltre che il Pianeta)”. Il 97,7% dei fondi pubblici europei e nazionali vanno all’agricoltura che usa pesticidi diserbanti e fertilizzanti. Il restante all’agricoltura biologica

Un paradosso! Davvero una notizia da rimanere basiti. L’Europa che tanto si spende in favore dell’ambiente, della sostenibilità e dei nuovi stili di vita per combattere i cambiamenti climatici, cade sul più bello. L’agricoltura in Europa – e quindi nel nostro Paese – viene sovvenzionata se inquina. Sembra una notizia folle ma è così! Dei 62,5 miliardi di euro di fondi europei (41,5mld) e italiani (21mld) destinati all’agricoltura italiana, solo 1,8 miliardi, che corrispondono a meno del 3% delle risorse totali, sono destinati all’agricoltura biologica, mentre il resto va a finanziare il comparto agricolo che usa concimi e pesticidi.

Lo afferma il rapporto annuale “Cambia la Terra. Così l’agricoltura convenzionale inquina l’economia (oltre che il Pianeta)” promosso da Federbio, con il sostegno di Legambiente, wwf, Isde e Lipu. Presentato al 30° salone internazionale del biologico e del naturale (Sana) di Bologna, il report in sintesi spiega che chi inquina riceve sovvenzioni pubbliche. In Italia il biologico rappresenta circa il 14,5% della superficie agricola coltivata, a cui vanno il 2,9% delle risorse pubbliche.

Il Belpaese è tra i maggiori utilizzatori di pesticidi in Europa, con un consumo di circa 5,7 Kg per ettaro, cioè il 35% in più rispetto la media europea. E a rimetterci è la nostra salute, il nostro suolo, la flora e la fauna. Secondo l’agenzia europea per l’Ambiente, in Italia nei dieci anni dal 2006 al 2016 la spesa per i pesticidi in agricoltura è cresciuta del 50%.

«In altre parole – afferma Maria Grazia Mammuccini di FederBio – italiani ed europei pagano per sostenere pratiche agricole che si ritorcono contro l’ambiente e contro la loro salute, a partire da quella degli stessi agricoltori».

Gli agricoltori biologici sono danneggiati ancora di più perché devono sostenere i costi prodotti dall’inquinamento causato dalla chimica di sintesi, poi c’è la maggiore quantità di lavoro necessaria a produrre in modo efficace e a proteggere il raccolto dai parassiti senza ricorso a diserbanti e concimi di sintesi. E non ci lamentiamo se poi al supermercato i prodotti biologici costano di più!

È risaputo da studi internazionali che l’agricoltura che usa chimica di sintesi è tra le cause del cambiamento climatico in atto. Una ricerca nordamericana (Pimentel, 2005) spiega invece i legami dei costi derivati dall’uso dei pesticidi, identificati in spese sanitarie, perdita di biodiversità e produttività, costi per il disinquinamento del suolo e delle acque. Sono quasi 10 miliardi di dollari che vanno a coprire queste conseguenze.

L’Organizzazione mondiale della Sanità calcola che nel mondo ogni anno sono oltre 26 milioni (soprattutto al Sud) i casi di avvelenamento da pesticidi e 258.000 i decessi. Questo vuol dire che ogni giorno muoiono 706 persone e 71.232 restano intossicate dai pesticidi. Insomma se attraverso le nuove forme di energia verde il Vecchio Continente è all’avanguardia, di certo non fa una bella figura nel settore agricolo!

Infine il Rapporto Cambia la terra analizza gli effetti negativi sul clima dell’impoverimento del terreno. Oggi deforestazione e agricoltura convenzionale (che cioè utilizza prodotti chimici per la difesa e la concimazione delle piante) sono responsabili del 24% dei gas serra emessi dall’umanità. D’altro canto però bisogna tener presente che l’agricoltura biologica utilizza il 45% in meno di energia rispetto a quella convenzionali e produce il 40% in meno di gas serra rispetto all’agricoltura basata su metodi convenzionali.

Insomma, chi inquina paga? Non in questo caso….purtroppo!

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