Buona educazione a scuola e in Parlamento

L'importanza dei valori dell'educazione civica per i nostri ragazzi spesso si scontra con uno scarso impegno da parte dei politici nell'attuare quei valori. L'opinione di una nostra lettrice

Obbligatorio o meno, da insegnante ho sempre dedicato molte ore di lezione all’educazione civica. Soprattutto a partire dalla lettura dei quotidiani e conversando con i ragazzi sui principali fatti di cronaca e attualità: sono state ore bellissime. Tra pochi giorni, ad esempio, sarà ovvio parlare di quanto avvenuto la scorsa estate, crisi e formazione del nuovo governo inclusi. Bello sarebbe far vedere agli studenti spezzoni di alcune significative sedute del Parlamento, ad esempio quelle in cui il presidente del Consiglio ha presentato il programma del suo governo: per far comprendere le dinamiche della nostra democrazia, e perché si rendano conto di quanto chi ci rappresenta sta elaborando per il nostro e il loro futuro.

C’è però un problema. In nessuna classe di nessuna scuola di nessun Istituto d’Italia si consente ai ragazzi di tenere un comportamento irrispettoso, sguaiato e insolente quanto quello tenuto dai nostri senatori e deputati.

Imbarazzante, no?

Mi chiedo: davanti a sceneggiate del genere come si fa a coltivare nei giovani il rispetto delle Istituzioni? Questi personaggi non si rendono conto dell’inqualificabile spettacolo che offrono a tutto il Paese, non si vergognano, se non altro di fronte ai loro figli da cui certamente pretendono ascolto e almeno un minimo di buona educazione? Questi deputati e senatori sono davvero le stesse persone che poi discutono e legiferano sulla scuola, sulla formazione, sull’obbligatorietà dell’educazione civica?

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