Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Economia e Lavoro

Eternit. La sentenza che può salvare il Paese

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni


Una decisione di portata storica e universale che dovrebbe aprire le porte a una procura nazionale sui reati ambientali e del lavoro

Sentenza Eternit

Contro ogni timore la sentenza d’appello del tribunale di Torino ha confermato la condanna nei confronti dei vertici della società Eternit per il reato di disastro doloso permanente e omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche.

Come ha affermato Bruno Pesce, storico presidente dell’associazione dei familiari delle vittime dell’Eternit, si tratta di una decisione destinata a pesare a livello planetario perché obbliga a «riflettere sulla qualità dello sviluppo industriale in Italia e nel mondo. Bisogna smettere di fare profitti sulla pelle dei cittadini». Come noto infatti esistono Paesi insospettabili dove la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti di questa sostanza pericolosa continuano imperterrite mentre gli effetti killer dell’amianto continueranno a mietere le sue vittime nei siti conosciuti e nascosti presenti in Italia nonostante il divieto di lavorazione ormai intervenuto da tempo.

Se come ha affermato il pm Raffaele Guariniello la sentenza è un «inno alla vita», resta in sospeso lo smantellamento, per motivi burocratici, della formidabile e competente squadra messa in piedi nella Procura di Torino.  Appare necessario, davanti a casi eclatanti come l’Ilva e non solo, valorizzare invece questo lavoro per creare una procura nazionale di investigazione come avviene nei confronti delle mafie. Buona parte dei disastri ambientali, infatti, non sono causati da organizzazioni malavitose, ma mettono in discussione una parte significativa della classe dirigente italiana. Con un reato “permanente”, nel senso che continua a produrre danno senza poter cadere in prescrizione, si inizia a scrivere una biografia veritiera del Paese che serve ad offrire elementi per una politica industriale necessaria e attenta al bene comune. Le stesse bonifiche dei siti di interesse nazionale e regionale sono una leva per creare lavoro di qualità. 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876