Ma ciò che si racconta è davvero la verità? Si sono confrontati sull’argomento, martedì, a Roma presso la Rettoria di Sant’Ivo alla Sapienza Barbara Frale, medievista all’Archivio Segreto Vaticano, Ignazio Ingrao, vaticanista di Panorama, e Mario Dal Bello, storico, giornalista, critico d’arte e autore per Città Nuova de La leggenda nera, I Borgia.
Con il piacevole intermezzo artistico di due attori – Giorgio Marchesi ed Eleonora Mazzoni – che hanno dato voce ad alcune pagine del racconto di Mario Dal Bello, i tre relatori hanno ricostruito le vicende che hanno avuto come protagonista la famiglia Borgia facendo finalmente chiarezza sulla verità storica.
Una verità, quella dei Borgia, fatta di ombre e di luci, dove convivono tensione alla santità e perversione; uomini che frequentavano con sentita e profonda partecipazione la messa la mattina e ordinavano con spietata lucidità un assassinio politico il pomeriggio. Raffinati mecenati e politici corrotti e cinici, uomini di una Chiesa che non aveva saputo intercettare l’esigenza di rinnovamento spirituale che da più parti si invocava (sono gli anni di Martin Lutero e di Girolamo Savonarola), ma che, dopo una vita dissoluta, si convertono, come Lucrezia che negli ultimi anni di vita fu moglie esemplare e terziaria francescana.
Una contraddizione stridente, segno e specchio di un’epoca – quella compresa tra il 1455 e il 1520 – che è caratterizzata da un eccezionale fermento artistico, culturale, scientifico, da importanti scoperte geografiche ma anche da una profonda decadenza morale.
Così nel suo racconto Mario Dal Bello ricostruisce la storia del clan Borgia sollevando il velo di mistero e di leggenda nera che nel corso del tempo si è posato su una famiglia tra le più celebri della storia dell’Occidente e in particolare su Lucrezia. Un testo appassionante come un romanzo, ma scientificamente fondato come un saggio storico. Che commuove, cattura e conquista.
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