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Ambiente > Ecologia

Cosa stiamo aspettando ancora?

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

Il ministro della sanità Balduzzi conferma i dati negativi per la salute degli abitanti della città e dei territori limitrofi. Non è lontano un decreto di disastro ambientale

Ilva Taranto

I dati sono gravi, gravissimi ma non sorprendenti. Meraviglia piuttosto la compostezza e dignità con cui la popolazione della “Città dei due mari” ha accolto la certificazione da parte del ministro della Salute Renato Balduzzi dell’eccesso di mortalità e malattie nei residenti a Taranto. Lo studio Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità, conferma «per il 2003/2009 negli uomini un eccesso di mortalità per tutte le cause (+14 per cento), tutti i tumori (+14 per cento), malattie circolatorie (+14 per cento), malattie respiratorie (+17 per cento), tumori polmonari (+33 per cento), mesoteliomi pleurici (+419 per cento). Nelle donne si conferma, nello stesso periodo, un eccesso di mortalità per tutte le cause (+8 per cento), di tutti i tumori (+13 per cento), per le malattie circolatorie (+4 per cento), per i tumori polmonari (+30 per cento) e per il mesotelioma pleurico (+211 per cento)». Dati specifici riguardano l’età infantile in cui si mostrano «incrementi significativi per tutte le cause nel primo anno di vita e per alcune condizioni morbose di origine perinatale».

La descrizione è molto chiara e accessibile anche a un pubblico non specialistico: «I bambini, come è noto, mostrano una maggiore vulnerabilità agli agenti ambientali perché, rispetto agli adulti, hanno tassi respiratori più elevati e maggior consumo di cibo per chilogrammo di peso, che possono determinare esposizioni più elevate, per inalazione e ingestione, a contaminanti presenti nell’aria e negli alimenti; inoltre il comportamento mano-bocca rende i bambini più esposti ai terreni contaminati».

Questo rapporto è stato reso accessibile poco giorni dopo la nuova autorizzazione ambientale integrata (Aia) relativa all’attività del centro siderurgico dell’Ilva. Non sappiamo se quest’ultima necessiterà di una rivisitazione e se i magistrati decideranno, nonostante l’Aia, di fermare gli impianti che restano sotto sequestro.

Balduzzi, che si è recato all’ospedale Sant’Anna di Taranto per annunciare i dati della ricerca, ha affermato che «occorre fare qualcosa in più». Saranno intensificati probabilmente gli interventi di prevenzione controllo medico, ma non sembra rinviabile l’avvio di una radicale ed estesa opera di bonifica con risorse che vanno individuate senza indugio nonostante la crisi. Il diritto non negoziabile alla vita può rivelarsi decisivo per individuare la priorità nei capitoli di bilancio. Dipenderà molto da come la questione Taranto sarà trattata come un’emergenza nazionale con convinzione dalla società civile e dalla politica.

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