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Persona e famiglia > Sport

Il pallone in sciopero

di Giovanni Bettini

- Fonte: Città Nuova

I calciatori di serie A scioperano e il campionato non parte. Si scenderà in campo l’undici settembre tra lo sgomento e la rabbia dei tifosi.

calcio

Incredibile ma vero: scioperano i calciatori della serie A! La notizia rimbalza su tutti i telegiornali, tra i tavolini del “Bar Sport” all’italiana, sul web, raccogliendo la rabbia e l’indignazione dell’opinione pubblica e prima ancora dei tifosi, che avevano già organizzato la trasferta per seguire il debutto della squadra del cuore.

Sfumato ogni tentativo di accordo tra FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio), Lega Calcio di serie A e AIC (Associazione Italiana Calciatori). Sul banco della trattativa alcune riforme del contratto collettivo dei calciatori. I temi scottanti frutto del disaccordo sono due: il pagamento del contributo di solidarietà, sancito dall’ultima manovra finanziaria (decreto legge del 14 agosto ancora al vaglio del Parlamento) e la possibilità, da parte delle società calcistiche, di organizzare allenamenti differenziati per i giocatori fuori rosa.

 

In sostanza, secondo una stima dell’AIC, circa la metà dei contratti firmati in serie A sono stati stipulati al netto, con la società detentrice del cartellino del giocatore, che diventa garante dell’onere dei pagamenti fiscali e previdenziali. Qui avviene la spaccatura, perché FIGC e Lega Calcio, hanno proposto la modifica dell’articolo 4 comma 2 del contratto collettivo, dichiarando che il contributo di solidarietà, in quanto imposta straordinaria, debba essere pagato dai calciatori in prima persona. 

Per quanto riguarda invece l’organizzazione di allenamenti differenziati per i fuori rosa, l’AIC ritiene che il provvedimento possa intaccare la professionalità dei calciatori, trasformandosi in uno strumento di pressione e “mobbing”, utile alle società per sfoltire il parco atleti che in alcuni casi è in notevole esubero.

 

In questo clima di scontro e polemica, che ha visto coinvolti anche alcuni esponenti del governo, l’appuntamento con il massimo campionato viene rimandato. Difficile però spiegare perché intanto il campionato di serie B sia iniziato regolarmente pur essendo afflitto dalle stesse problematiche.

In un momento di crisi economica e di instabilità globale, forse si avvertiva il bisogno di qualche gesto di responsabilità da parte di chi ha di più, anche e solo per garantire un gioco, che oltre ad essere una mania, diventa motivo di gioia e piacevole distrazione.

Riproduzione riservata ©

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