A dire la verità, ciò che emergeva non era tanto lei, quanto "la sua gente", quell’infinità di persone toccate dal suo amore. Perché Renata ha avuto cuore per tutti e per ciascuno, nella fede adamantina che – per portare a termine il progetto di una città, di una società nuova, fondata sul Vangelo – ognuno ha il suo compito, il proprio dono per la collettività. E Renata era
lì per questo: accompagnare, sostenere, incoraggiare, in definitiva far emergere – spesso dal fango – quell’uomo nuovo di evangelica memoria, pietra angolare per la costruzione di un mondo nuovo. Ed in questa opera, per lei, nessuno era escluso.
tanti occorre avere il coraggio di cambiare la propria, come ha fatto Renata. «Lei – ha detto – ha vissuto intensamente la gioia di dare tutto a Dio, impariamo da lei ad essere per il mondo l’espressione al contempo della tenerezza e della “roccia” di una vita poggiata su Dio».
Nel pomeriggio l’auditorium di Loppiano si è ulteriormente riempito: autorità religiose e civili, amministratori pubblici, tante focolarine di cui Renata ha seguito la formazione per anni, famiglie, sacerdoti, giovani e anziani. C’erano alcuni tra i primi focolarini che hanno seguito Chiara Lubich e condiviso con Renata i primi anni dell’avventura dei Focolari, per non dimenticare i famigliari: la sorella Vera e i nipoti.
Si è poi dato inizio all’atto giuridico, presieduto dal vescovo di Fiesole, mons. Mario Meini, nel cui territorio risiede Loppiano, coadiuvato dai membri del tribunale ecclesiastico diocesano. Gesti e parole che potevano sembrare solo giuridici, se non fosse stato per quei tre grossi bauli sotto gli occhi di tutti che contenevano le centinaia di lettere, i discorsi, gli interventi di Renata e tanti altri documenti: il distillato di tutta una vita spesa per l’unità. «Da lei vogliamo raccogliere il testimone – ha affermato Mons. Meini – per essere persone che sull’esempio di Maria sanno ascoltare la Parola di Dio e custodirla nel suo cuore, non come un tesoro geloso, ma come capacità di servizio da mettere in comunione con tutti i fratelli».
La lettura dei verbali, le firme e gli atti giuridici erano intervallati da tanti applausi che dicevano la gioia e la commozione della sala, ben espressa dalla postulatrice, prof. Lida Ciccarelli: «Oggi, consegnando la documentazione relativa a Renata alla Congregazione per le cause dei santi, ci apriamo allo sguardo più universale della Chiesa, sperimentando il
mistero della grazia di Dio, che suscita in ogni tempo testimoni luminosi del suo amore».
Valerio Ciprì, per anni membro del gruppo musicale Genrosso, tra i tanti che hanno avuto modo di toccare con mano l’amore personale di Renata, le ha detto il suo grazie in forma di racconto musicale. La parola finale è stata quella di Eli Folonari, già segretaria di Chiara Lubich che ha portato i saluti di Maria Voce, attuale presidente dei Focolari. «Conoscevo pochissimo il movimento, con lei ho fatto le prime esperienze di vita e di comunione. Con lei ho imparato a distinguere il naturale dal soprannaturale, l’uomo vecchio dall’uomo nuovo».
in trasparenza attraverso quella di Maria». Un grazie che si sarebbe voluto salisse fino al Cielo.
