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Persona e famiglia > Sport

Correre oltre il limite

di Giovanni Bettini

- Fonte: Città Nuova

Riccardo Riccò, 27 anni, modenese, ciclista professionista dal 2006, è ricoverato in condizioni critiche all’ospedale di  Modena.

 

 

Riccardo Riccò

La vita a volte ci pone di fronte a dei dolori che sono inevitabili, non li possiamo comandare. Possiamo solo accettarli e continuare ad andare avanti. E’ difficile molte volte riuscire a farsene una ragione, ci chiediamo: “Perché è successo?”.

 

E’ assurdo che questa domanda venga ripetuta quando si parla di Riccardo Riccò, un ragazzo di 27 anni, padre di un bambino di diciotto mesi, squalificato per la positività al Cera (eritropoietina di terza generazione) al Tour de France 2008, poi redento e subito dopo recidivo al doping al punto da rischiare la vita per poter andar forte in bicicletta. Riccardo, secondo un referto medico stilato al suo arrivo all’ospedale di Pavullo, avrebbe ammesso che in presenza della sua compagna Vania Rossi – anche lei ciclista di livello – avrebbe effettuato da solo una autoemotrasfusione di sangue che conservava nel frigo di casa da venticinque giorni, temendo, a seguito del malore, per le cattive condizioni del sangue infuso.

 

Ora tutte le più grandi istituzioni del ciclismo italiano ed internazionale, chiedono a Riccardo di accomodarsi, appendendo una volta per tutte la bicicletta al chiodo, per poter mettere finalmente la parola fine ad un dramma sportivo che va avanti ormai da troppo tempo. Poi si apriranno le indagini giudiziarie e Riccò rischia molto perché il doping indotto e praticato nel nostro paese è un reato penale. Arriverà una sentenza definitiva, la probabile e quasi certa radiazione a vita dalle competizioni e si apriranno così le porte del dramma umano e del travaglio interiore. Per un ciclista disonesto è questa la salita più dura da affrontare.

 

La vita vera, spesso diluita con il successo, comincia forse, in questo caso, una volta che la bici rimane in garage, magari coperta da un velo di polvere. E’ in quel momento che un uomo, scaldato dall’affetto di chi gli vuole bene, può veramente scegliere se lasciarsi morire o se rimboccarsi le maniche per ritornare a sorridere.

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