In questa ricerca sono in tensione tra loro due spinte contraddittorie. Una prima, sente la relazione con l’altro e soprattutto con il diverso, con lo straniero, come una fragilità da evitare per raggiungere una vita veramente felice e propone la fuga dalla città, la ricerca di «comunità di simili». La seconda, accetta la fragilità intrinseca nelle relazioni umane, accetta la difficoltà della convivenza con chi è diverso, non teme prossimità e meticciati.
