su se stessa, «nella misteriosa complessità dell’essere». Emerge, allora, dalla crisi che è la postmodernità, la gestazione di qualche cosa che già era nella cultura dell’Occidente e la caratterizzava, ma non si era ancora espresso in pienezza. È, questa realtà, la categoria, la dimensione, del sociale, quello spazio dell’esistenza dell’uomo nel quale egli, libero e intelligente, deve sempre più esprimersi, deve giungere a possedersi attraverso una sperimentazione nella quale la reciprocità dei rapporti umani entra come elemento determinante. Spazio aperto alla fedeltà al quotidiano possibile e alla tensione al compimento assoluto.