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In profondità > Focolari

Ciardi ricorda padre Castellano

Ricercatore e cultore della storia della spiritualità cristiana, con più di mille titoli all’attivo, ma al tempo stesso un uomo semplice e disponibile. Così ricordano Castellano in tanti. Tra questi c’è anche Fabio Ciardi, omi, direttore di Unità e Carismi, che ha curato l’introduzione del libro. A lui abbiamo rivolto alcune domande

Fabio Ciardi

Per Castellano come e quando avvenne la scoperta della spiritualità di comunione di Chiara Lubich?

«Nel 1969 partecipò per la prima volta alla Mariapoli di Rodez, in Francia. Fu l’inizio di un rapporto sempre più profondo con Chiara, con la quale avvertiva una grande sintonia. Durante la sua ordinazione sacerdotale, quando ancora non conosceva il Movimento, aveva recitato la preghiera dell’unità di Gesù. L’aveva imparata a memoria come san Giovanni della Croce e la ripeteva spesso. Quando espresse a Chiara il suo "grande desiderio di spendere tutte le mie forze per irradiare la sapienza nella Chiesa", ella lo chiamò a farne parte scrivendogli: "Aspettavo il giorno nel quale Lei, risentendo forte nel cuore la vocazione al Movimento dei Focolari e soprattutto alla sua sapienza, avvertisse il fascino d’impregnarsene sempre più».

Grande studioso. Una figura ancora troppo poco nota. Qual è la sua eredità?

«Un segno della sua grandezza è proprio la poca notorietà: ha servito dietro le quinte, senza apporre la firma a quanto scriveva per la Santa Sede, senza protagonismi nel lavoro discreto e insieme efficace a favore di tante realtà ecclesiali. Se molte delle idee nuove, come la spiritualità di comunione, si sono affermate nella Chiesa, è anche grazie a lui. Ci lascia una visione positiva della Chiesa, la speranza nel futuro perché nelle mani di Dio, la capacita di meravigliarsi davanti alle opere sempre nuove dello Spirito, il senso della gioia cristiana».

E chi è stato per lei Castellano?

«Una persona alla quale potevo rivolgermi per qualsiasi problema, con la quale potevo condividere pensieri, intuizioni, progetti, sempre pronta ad ascoltarmi, a incoraggiarmi. Una persona che mi dava pace e sicurezza».

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