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Italia > Storie

Guardate che esisto!

di Anna Ramogida

- Fonte: Città Nuova

Il bisogno vitale di comunione. Un’esperienza al cimitero nel giorno dei morti

Oltre alla frase celebre di C. S. Lewis «leggiamo per sentirci meno soli», vorrei aggiungerne una mia che sia in sintonia con la sua: «scriviamo per sentirci meno soli». A me succede così, a volte.

Già perché nel corso della vita ci sono momenti, attimi della giornata (o della nottata!), dove tu senti che devi dire a qualcuno quello che stai vivendo, pensando, provando, per non rischiare di impazzire o di lasciarti fuggire l’attimo come sabbia tra le dita…

Emozioni, vibrazioni, pensieri e sentimenti: sono colori che attraversano l’esistenza; le parole, le immagini, compongono quadri che possiamo dipingere o ammirare dipinti (da Qualcun altro o qualcun altro!). Sì, perché certe volte vorresti fissare quello che provi come per dire: Guardate che esisto!. Credo lo si possa chiamare un bisogno vitale, l’anelito oserei scrivere non di sola comunicazione, ma più che altro di comunione –, che c’è nel più profondo di ogni animo umano.

«Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi? Il figlio dell’uomo perché te ne curi?» (dal salmo 8). C’è chi dice che la vita è come un’affacciata di finestra, nel senso che passa via subito. Oggi andando al cimitero a trovare mio papà, mi è sembrato di vedere “esposte tante vite”, tante persone esistite che ora non possiamo incontrare più (almeno sulla terra). Con mia mamma abbiamo fatto un’opera di misericordia: siamo state un’ora e mezza al Verano a mettere fiori alle tombe più brutte, più sporche, più sole e… mi sono immaginata “tante vite”.

Che tenerezza! Mi sono raccolta in preghiera dentro di me ed ho pensato che veramente occorre “fare memoria”: noi senza la nostra storia personale, famigliare, comunitaria siamo persone senza radici. Sì, mi sono detta, novembre può essere davvero nominato “il mese della memoria” forse perché almeno per 30 giorni ci impegniamo di ricordare chi c’è stato, chi è esistito. Spero tanto che qualcuno lo farà anche con me un giorno: mi ricorderà. È bello anche il solo pensarlo.

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