Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Mondo > Accordi

Fondi europei per la sicurezza e i migranti in Africa

di Armand Djoualeu

- Fonte: Città Nuova

Avanzano gli accordi tra Unione europea, Unione africana e i Paesi del Sahara. Impegno militare, per la sicurezza della regione, ma anche per lo sviluppo

Riuniti a Bruxelles venerdì scorso, i capi di Stato e di governo rappresentanti dell’Unione europea e dell’Unione africana, con in prima fila il presidente del Niger, Issoufou Mahamadou (presidente di turno del G5 Sahel), la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni, i presidenti dei Paesi africani presenti si sono detti soddisfatti del maggior sostegno finanziario da parte dell’Ue.

I cinque Paesi del G5 del Sahel, cioè Mali, Niger, Burkina Faso, Mauritania e Ciad, hanno messo in campo 414 milioni di euro di finanziamenti, tra cui 50 milioni di euro donati dall’Ue, che si aggiungono ai 50 milioni di euro già concessi a giugno (erano stati promessi altri cospicui fondi dai donatori extra-Ue, ma le promesse non sono state onorate). Perché questi fondi? Per istituire una forza militare, composta dai cinque Paesi africani con il supporto europeo, progettata per combattere i jihadisti nella regione del Sahel, ma anche i trafficanti di droga. Anche l’Italia invierà i suoi soldati in Niger.

«Dobbiamo evitare che il Sahel diventi un santuario dei gruppi jihadisti, perché la regione è la porta accanto all’Europa», ha detto il segretario generale dell’Unione africana Moussa Faki Mahamat. «La stabilità dell’area è importante per la sicurezza nell’Unione europea», ha riconosciuto il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, all’unisono col primo ministro belga Charles Michel.

In effetti, la regione del Sahel è una via di transito per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa imbarcandosi dalle coste della Libia e della Tunisia. Nel mirino dell’iniziativa finanziata dagli europei, come sappiamo, non c’è solo (e non c’è tanto) il terrorismo jihadista portato avanti da varie sigle, spesso confuse, ma anche e soprattutto il flusso di migranti che attraverso il Sahel poi arriva in Europa.

Di fronte a queste sfide comuni, la risposta non può essere solo militare, ma soprattutto politica e di sviluppo. Due iniziative rispondono a queste sfide. La forza comune transfrontaliera del G5 Sahel, che illustra la volontà degli africani di prendere in carico la propria sicurezza, e l’Alleanza del Sahel, che si basa su un approccio reciproco di responsabilità tra i principali partner di sviluppo (Unione europea in primis) e gli Stati del G5.

Francia e Germania hanno annunciato importanti contributi bilaterali in materia di aiuti allo sviluppo: 1,2 miliardi di euro in cinque anni dalla Francia, 1,7 miliardi dalla Germania, meno dagli altri partner europei. L’Unione europea ha stanziato complessivamente 8 miliardi di euro per gli aiuti allo sviluppo nel periodo 2014-2020.

La forza del G5 Sahel non sostituisce, ma integra l’azione della missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) il cui mandato è di aiutare le autorità maliane a stabilizzare il loro Paese. Destinato a diventare pienamente operativo a metà del 2018, la forza del G5 Sahel opererà dunque a fianco dei 4 mila soldati della forza anti-jihadista francese Barkhane e dei 12 mila uomini dell’operazione di mantenimento della pace dell’Onu.

 

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876