Nelle elezioni regionali tenutesi questo fine settimana in Sassonia-Anhalt, uno dei sedici Stati federati della Germania, l’Afd (Alternative für Deutschland, Alternativa per la Germania)– classificata dal 2023 dall’Ufficio regionale per la protezione della Costituzione come partito di estrema destra – ha quasi raddoppiato il risultato ottenuto nel 2021 (20,8 per cento): ha infatti votato per questo partito il 43,8 per cento degli elettori.
L’Afd ha così ottenuto un risultato senza precedenti in un’elezione regionale, senza tuttavia raggiungere la maggioranza assoluta che sperava di ottenere. Altri quattro partiti hanno totalizzato insieme il 44 per cento dei voti: la Cdu cristiano-democratica, che per lungo tempo aveva fornito il primo ministro, ha perso più della metà dei propri voti, scendendo dal 37,1 al 17,2 per cento. Ha così ottenuto il suo peggior risultato mai registrato in Sassonia-Anhalt. Il partito socialdemocratico Spd è salito leggermente dall’8,4 al 9,3 per cento, i “Verdi” hanno registrato un aumento dal 5,9 all’8,9 per cento; il partito Die Linke è sceso dall’11 all’8,6 per cento. L’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), fondata solo nel gennaio 2024, è entrata nel Landtag con il 5,3 per cento. E sebbene quest’ultimo partito abbia il minor numero di deputati, potrà comunque influenzare in modo decisivo la formazione del governo. Il partito liberale Fdp è sceso dal 6,4 all’attuale 2,6 per cento e non sarà più rappresentato nel Landtag.

Il presidente della CDU (Unione Cristiano-Democratica) Friedrich Merz parla durante una conferenza stampa dopo una riunione della direzione del partito a Berlino, in Germania, il 7 settembre 2026, all’indomani delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, dove il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha vinto con ampio margine. Ansa, EPA/HANNIBAL HANSCHKE
L’affluenza alle urne è stata del 77,8 per cento, raggiungendo così il livello più alto in Sassonia-Anhalt mai registrato dalla riunificazione della Germania nel 1990. Con 1,7 milioni di elettori, la Sassonia-Anhalt è un piccolo Land. Il risultato riflette tuttavia un forte malcontento dell’intera popolazione nei confronti del governo federale guidato da Friedrich Merz. Lo dimostrano i dati negativi dei sondaggi sul cancelliere federale già da mesi.
Il partner di coalizione Spd chiede già delle modifiche alle riforme previste. Secondo il presidente del partito, Lars Klingbeil, andrebbero rivisti soprattutto i progetti relativi alle pensioni, all’assistenza e alla stesura del bilancio federale. Ministri della Cdu, tuttavia, ribadiscono che non vogliono modifiche e ritengono che il problema risieda piuttosto nel fatto che ci vorrà del tempo prima che le riforme producano i loro effetti.
Anche lo stesso Merz ha sottolineato che la sua determinazione a proseguire il percorso di riforme avviato. Si tratta, ha spiegato, «nientemeno che del futuro del nostro Paese e delle opportunità dei nostri figli e nipoti». Il presidente federale dei Verdi, Felix Banaszak, ha affermato che non bisogna dimenticare che in Sassonia-Anhalt la maggioranza NON ha votato l’Afd. Tuttavia, secondo lui ora tutte le forze democratiche devono prendere sul serio la crisi di fiducia nei confronti della politica e delle istituzioni statali.
Nei prossimi giorni i partiti dovranno elaborare lo shock causato dal forte risultato dell’Afd e discutere delle conseguenze. Prima di trarre conclusioni a livello di personale o di programma, probabilmente attenderanno però i risultati delle prossime elezioni: il 20 settembre si voterà nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino.
In Sassonia-Anhalt, alla luce di questo risultato elettorale, sarà difficile formare un governo. L’Afd, infatti, non ha ottenuto voti sufficienti per poter governare da sola. Il candidato di punta dell’Afd, Ulrich Siegmund, non è però disposto a scendere a compromessi di ampia portata in una coalizione. I partiti Cdu, Spd, Verdi e Die Linke hanno escluso una coalizione con l’Afd. Il Bsw ravvisa punti in comune con l’Afd in materia di politica nei confronti della Russia – ad esempio, intende abolire le sanzioni e non fornire ulteriori armi all’Ucraina –, ma ritiene probabilmente prematuro assumere già ora responsabilità di governo.
Infatti, dalla candidata di punta del Bsw, Claudia Wittig, giungono dichiarazioni contraddittorie: da un lato, sarebbe del tutto antidemocratico non coinvolgere l’Afd nella formazione del governo; dall’altro, non vorrebbe eleggere Ulrich Siegmund come primo ministro. La direzione nazionale del Bsw ha in mente, per i Länder della Germania orientale, il modello di un «presidente apartitico», che, a seconda delle questioni da decidere, si avvalga di maggioranze parlamentari variabili, con il coinvolgimento dell’Afd.
Lo stesso Siegmund dell’Afd riconosce la situazione di stallo creatasi a seguito del risultato elettorale e ha quindi già ipotizzato nuove elezioni. Tuttavia, spera ancora che singoli gruppi parlamentari o singoli deputati degli altri partiti sostengano la formazione di un governo guidato dall’Afd con lui come primo ministro. Per prima cosa, però, occorre chiarire se una collaborazione tra i partiti non sia veramente possibile.
